Rimini, 27 ottobre 2017 - Gli occhi sono lucidi. L’emozione è indescrivibile. Sulla pista di Sepang Paolo Simoncelli non c’era più tornato dopo la morte di Marco in quel tragico 23 ottobre del 2011. Ma ieri al circuito il papà dell’indimenticato pilota di Coriano mostrava, sotto i baffi, anche un timido sorriso. Consapevole che Marco ha lasciato un segno grande, nel mondo del motociclismo e di tanti tifosi.

Accompagnato da un gruppo di piloti e di addetti ai lavori del Motomondiale, con Valentino Rossi in testa, ha deposto anche un mazzo di fiori sulla targa che ricorda Marco sulla pista (FOTO). Ma non è stato facile per lui tornare a Sepang. "Mi sono fatto accompagnare da mia moglie, ci siamo detti dobbiamo esserci e l’abbiamo fatto. Sono felice di questa camminata insieme a tanti amici", racconta (a Sky) Simoncelli senior dopo la processione sul circuito. "Dobbiamo andare avanti, continuare, ma bisogna stare vicini a questi ragazzi. I ricci, il sorriso e la sincerità di Marco credo siano stati i motivi per cui la gente lo ricorda ancora così affettuosamente".

"Marco è stato massacrato tante volte per la sua aggressività in pista – ha aggiunto ancora il papà del campione di Coriano – Mi dovrei arrabbiare, ma è passato tanto tempo...". E ancora: «Mi sarebbe piaciuto vederlo duellare contro Marquez, sarebbero state delle belle sportellate fra i due».

Toccante il momento in cui Valentino Rossi si è avvicinato alla targa, posta in quella maledetta curva numero 11 dove Marco Simoncelli ha perso la vita nel 2011. Visibilmente emozionato, Valentino ha fatto quasi una carezza alla lapide. E poi la dedica, sui social: "Ciao amico mio – scrive Rossi – Sei sempre nei nostri cuori".

Marco c’è, e ci sarà sempre. "Sorridiamo, ridiamo, andiamo", le parole con cui Paolo Simoncelli (arrivato a Sepang per seguire il suo team), ha chiuso la cerimonia per Marco, accompagnato da un lungo applauso. Si torna ai box, perché c’è da preparare la gara di domenica. C’è da tornare a correre... Anche per Marco.

LIBERE_26344713_095051