Rovigo, 20 dicembre 2017 - Altri magistrati, oltre a Nalin, sarebbero coinvolti, a vario titolo, nella gestione della Scuola del consigliere di Stato Francesco Bellomo per la preparazione del concorso in magistratura nella quale ai corsisti veniva imposto un dress code, fatto per le donne di minigonne e tacchi a spillo. La procura generale della Cassazione sta avviando accertamenti su di loro .

Intanto emergono nuovi particolari sulla vicenda. Atti persecutori e lesione personale grave: sono i reati per i quali sono indagati dalla procura di Piacenza in concorso tra di loro il consigliere di Stato Francesco Bellomo e il pm di Rovigo Davide Nalin. E’ quanto emerge dall’ordinanza con cui il Csm ha sospeso dalle funzioni e dallo stipendio Nalin e lo ha collocato fuori dal ruolo della magistratura. Bellomo, a Bari, è indagato anche per estorsione.

Fu lo stesso consigliere di Stato Francesco Bellomo, a raccontare a una delle sue corsiste della Scuola per la preparazione del concorso in magistratura che aveva carpito informazioni sulla vita privata di alcune persone grazie all’intervento di Nalin. È quello che la ragazza ha dichiarato nel procedimento disciplinare a carico del magistrato.

Il mezzo era un falso profilo Facebook che Bellomo - secondo quanto lui stesso avrebbe riferito - aveva fatto aprire a Nalin. Sia davanti la Commissione del Consiglio di presidenza della giustizia amministrativa, sia davanti alla procura di Piacenza, la stessa corsista ha descritto Nalin come collaboratore di Bellomo: fu il pm di Rovigo a sottoporle il regolamento che doveva essere rispettato dai borsisti e che li vincolava anche a tenere un certo abbigliamento, minigonne e tacchi a spillo per le donne, in determinate occasioni.