Una corsia d'ospedale (foto archivio)
Una corsia d'ospedale (foto archivio)

Cerreto D'Esi (Ancona), 29 novembre 2017  - Ad appena 14 anni muore di Les, sigla che indica una patoliga rara, il Lupus eritematoso sistemico, malattia autoimmune che può colpire organi vitali come il cuore e i reni. La ragazzina, che viveva con la famiglia a Cerreto D’Esi, è morta al Salesi il 20 luglio 2012, dopo essere stata ricoverata per cinque giorni nell’ospedale di Fabriano. Proprio due medici del noscomio fabrianese erano attesi ieri dal giudice Paola Moscaroli, che dovrà decidere se rinviarli a giudizio per omicidio colposo. L’udienza davanti al giudice per le indagini preliminari è stata rinviata al 13 febbraio, per l’impedimento di uno dei due imputati, impegnato in una missione all’estero.

Sarà il Gup a decidere se l’uomo, insieme alla collega, deve essere processato per il decesso della giovanissima paziente, che era in cura all’ospedale di Fabriano sin dal 2010. «Non vedo profili di responsabilità nella condotta dei medici – dice l’avvocato Marina Magistrelli, che rappresenta i due imputati – e ben venga quindi la ricostruzione che sarà fatta al processo».

La famiglia: "Furono fatti accertamenti insufficienti e mal valutati"

Un’indagine complicata anche per la Procura di Ancona, che inizialmente aveva indagato pure alcuni medici dell’ospedale pediatrico Salesi, dove la ragazzina era stata trasferita ed era rimasta per poche ore prima di morire. Dopo cinque anni di indagini, sono rimasti imputati solo i due professionisti di Fabriano.

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Per l'avvocato Maria Squillaci, che rappresenta i familiari della 14enne, le responsabilità sono invece molto chiare. «Gli accertamenti che sono stati eseguiti in ospedale non sono stati sufficienti rispetto a quanto prevedono le linee guida internazionali – spiega, riprendendo quanto riportato nell’atto d’accusa verso i due professionisti –. Inoltre i risultati degli accertamenti fatti non sono stati correttamente valutati». La 14enne, nata da genitori tunisini, si trovava in Tunisia dai familiari nel luglio 2012, quando ha cominciato a sentirsi male: non riusciva a muoversi e la madre, sapendo della sua patologia, aveva subito chiamato gli specialisti dell’ospedale di Fabriano, che seguivano l’adolescente da due anni.

I medici avevano subito raccomandato di far rientrare in Italia la paziente, che era stata ricoverata a Fabriano il 14 luglio. Nella notte tra il 19 e il 20 l’adolescente era stata trasferita al Salesi, dove era morta dopo poco più di quattro ore.