La nuvola bianca causata dal crollo della falesia
La nuvola bianca causata dal crollo della falesia

Ancona, 23 agosto 2019 - Una nuvola bianca si è alzata in cielo mentre grossi costoni finivano in mare. Pochi secondi dopo, quando ancora si udiva il fragore delle rocce che si staccavano, ce n’è stato un altro crollo lì accanto. L’area del Trave è vietata alla balneazione e anche all’attracco di imbarcazioni proprio perché la falesia sta cedendo sempre di più con il passare degli anni. Verso le 19 di mercoledì scorso gli ennesimi due distacchi a distanza ravvicinata hanno fatto tremare di paura alcuni bagnanti che contravvenendo ai divieti si trovavano lì vicino, con tanto di ombrellone piantato, e alcuni che hanno visto e ripreso il tutto da un’imbarcazione distante abbastanza dalla costa.

La mappa del rischio: ecco le zone interdette

Frane come quelle di ieri si verificano spesso in realtà, a volte ci sono veri e propri distacchi della falesia che si infrangono tra le onde altre invece sono soltanto sassolini e polvere. Sempre sul costone del Trave di Portonovo ce n’è stato uno il primo di questo mese, con i bagnanti vicini incuranti dei divieti. Un pericoloso copione che si ripete, insomma. La Capitaneria di Porto dopo la segnalazione aveva inviato due mezzi sulla vicina spiaggia di Mezzavalle per vedere se c’erano feriti e per analizzare l’entità del crollo.

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Poi di nuovo il 12 attirando l’attenzione di tutti coloro che si trovavano a Mezzavalle. Prima ancora, l’11 giugno, alla fine della spiaggia del Frate a Numana verso Sirolo (foto) la falesia si è sbriciolata. Due volte. Ci sono stati due piccoli distacchi a distanza di un’ora l’uno dall’altro. Un gran polverone si è alzato, tanto da oscurare la vista nell’area. I bagnanti hanno avuto paura. Ci hanno messo qualche secondo prima di realizzare che non si trattava di un terremoto. C’è stato come un rumore sordo e poi è caduto qualche sasso. Sono rimasti tutti fermi, immobili, su quella spiaggia e ce n’è voluto prima di tornare alla normalità.

Come spiegato dal geologo Maurizio Mainiero, le cause possono essere ricercate nel clima. La pioggia può erodere così come gli sbalzi di temperatura: d’inverno spaccano la roccia, d’estate invece le formazioni argillose che si ritirano provocano i distacchi. Oppure, inevitabilmente, come è accaduto nel 2016, il terremoto. In generale è un fenomeno naturalissimo e poco si può fare per arginarlo. Dalle grotte del Passetto fino a Mezzavalle è tutto attenzionato, c’è addirittura un doppio divieto del Comune e della Capitaneria. L’incolumità dei bagnanti comunque è garantita solo se vengono rispettati i divieti.