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23 apr 2022

Ecco "Gli anni folli della velocità", il docufilm sulle corse in provincia

Domani alle 21.15 l’anteprima al teatro La Nuova Fenice. Il progetto celebra il mito. di motori e circuiti di casa nostra

Un’immagine del docufilm: gli attori Elena Schiavoni e Marco Di Stefano
Un’immagine del docufilm: gli attori Elena Schiavoni e Marco Di Stefano
Un’immagine del docufilm: gli attori Elena Schiavoni e Marco Di Stefano

Domani, alle 21.15 al teatro La Nuova Fenice di Osimo, risuonerà il rombo dei motori dei gloriosi, e coraggiosi, anni ’50 della velocità, che ebbero la nostra provincia come grande protagonista. Il teatro ospiterà infatti la prima assoluta del docufilm "Gli anni folli della velocità. Vite straordinarie", prodotto da Gabriele Ogiva, in collaborazione con l’Autoclub Luigi Fagioli di Osimo e Asi Solidale, con metà dell’incasso (biglietto a 10 euro) a fini benefici. Il film è interpretato da Marco Di Stefano (voce narrante) ed Elena Schiavoni: la prima assoluta è dedicata a Paolo Maria Fagioli, importante costruttore di automobili, parente di quel Luigi che da Osimo, sua città di origine, diventò un mito vincendo sui circuiti di tutto il mondo, prima della tragica scomparsa a Montecarlo nel 1952. Il docufilm è un viaggio romantico nel mondo di quegli eroi senza paura che sapevano trascinare le folle dei circuiti negli anni – per l’appunto – folli della velocità: perché allora si rischiava davvero la vita ad oltre 200 chilometri orari in percorsi cittadini polverosi e con migliaia di spettatori ai lati di strade spesso dissestate. Se l’osimano Fagioli fu uno dei celebrati miti di quel periodo, il circuito di Senigallia, attivo dal 1928 al 1957, fu uno dei tracciati dove il mito crebbe, come testimonia Elena Turchi, senigalliese e consulente storica del docufilm. "Nel film ci sono diverse immagini inedite di Ancona e del circuito di Senigallia – spiega – che fu molto apprezzato anche da Enzo Ferrari, che lo lodò pubblicamente. Dobbiamo capire il contesto storico: siamo nel secondo dopoguerra, in un’Italia che aveva voglia di tornare a vivere e si entusiasmava per la velocità. "Gli anni folli della velocità" racconta in maniera romantica quel periodo. Circuiti cittadini come quello di Senigallia ebbero una rilevanza non solo sportiva, ma anche sociale". Soprattutto, turistico-economica: sulla Spiaggia di Velluto infatti negli anni ’50 arrivavano anche in 80.000 per vedere campioni di auto e moto come, oltre a Fagioli, Liberati e Ubbiali: quest’ultimo, fino alla scomparsa nel 2020, era rimasto l’ultimo in vita ad aver aver trionfato sul leggendario circuito stradale senigalliese. L’idea è nata per il fortuito ritrovamento, da parte di Gabriele Ogiva, di filmati in 8 millimetri, poi diventati docufilm durante il lockdown: "Gli anni folli della velocità" è stato riconosciuto di interesse storico dal Ministero dei Beni culturali.

Andrea Pongetti

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