di Silvia Santini Libertà, coraggio e talento, tre parole che vestono i Lpom da sempre. Le trasudano, l’hanno notato tutti durante il loro percorso a X Factor che li ha portati al secondo posto. Al duo rock di Filottrano, i "Little pieces of marmelade", il Resto del Carlino ha conferito il Carlino d’oro che quest’anno si declina proprio in quelle tre parole. Daniele Ciuffreda e Francesco Antinori l’hanno ritirato ieri in redazione. La magia del premio si è ripetuta, nonostante le norme anti Covid da rispettare. "E’ un onore per noi riceverlo e accogliere quelle tre parole – hanno detto – Se ci dovessimo descrivere con altre tre, di getto diremmo dedizione, testardaggine e tenacia, la stessa che a 14-15 anni ci ha fatto salire sul palco del Filottrano city rockers a suonare con i Gang, e strafottenza. Questa l’abbiamo ‘usata’ a X...

di Silvia Santini

Libertà, coraggio e talento, tre parole che vestono i Lpom da sempre. Le trasudano, l’hanno notato tutti durante il loro percorso a X Factor che li ha portati al secondo posto. Al duo rock di Filottrano, i "Little pieces of marmelade", il Resto del Carlino ha conferito il Carlino d’oro che quest’anno si declina proprio in quelle tre parole. Daniele Ciuffreda e Francesco Antinori l’hanno ritirato ieri in redazione. La magia del premio si è ripetuta, nonostante le norme anti Covid da rispettare. "E’ un onore per noi riceverlo e accogliere quelle tre parole – hanno detto – Se ci dovessimo descrivere con altre tre, di getto diremmo dedizione, testardaggine e tenacia, la stessa che a 14-15 anni ci ha fatto salire sul palco del Filottrano city rockers a suonare con i Gang, e strafottenza. Questa l’abbiamo ‘usata’ a X Factor. Non siamo arrivati lì preparati per fare la televisione, l’abbiamo messo in chiaro subito (anche se si vedeva già). Noi siamo andati lì per fare la musica".

Perché suonare e fare musica è l’unica cosa che importa davvero al duo che ha "spaccato" a X Factor. Il televoto è andato alle stelle per i "Little pieces of marmelade" quando, prima dell’inedito, hanno fatto una summa del loro percorso chitarra, voce e batteria con "I am the Walrus dei Beatles", accompagnati dagli archi, "Bullet with butterfly wings" dei The Smashing Pumpkins e "Gimme all your love" degli Alabama Shakes. Complimenti sono arrivati da tutti i giudici per la loro forte personalità musicale che ha conquistato anche gli spettatori. A colpire giuria e pubblico, oltre al grande talento, sono state l’umiltà e la sincerità del duo, affatto modificate per farli diventare una sorta di prodotto televisivo.

"Una cosa è la musica, un’altra è la moda e un’altra ancora è il brand. Per noi c’è la prima – hanno aggiunto – Siamo stati sempre scettici nei confronti dei talent show. Lo siamo stati quando ci hanno chiamato. Poi però ci siamo accorti di due cose: con il giudice Manuel Agnelli si è aperta una porta di libertà cui non avremmo mai pensato e in un periodo storico impossibile per la musica dal vivo, suonavamo quando nessuno stava suonando, un’opportunità grandiosa".

Vengono da una scena musicale simile a quella di Agnelli, loro giudice e leader della rock band Afterhours: "La nostra ispirazione viene dalla musica anni Sessanta, Settanta e Novanta con la sua componente elettronica che si è evoluta nel Duemila. Potremo sembrare ‘vecchi’ ma in quell’epoca si è fatto tutto. I Pink Floyd e i Nirvana sono i tra i nostri ispiratori. Certo, ciò non significa che screditiamo la musica del momento".

A X Factor la concentrazione era alle stelle, i ragazzi per più di due mesi sono stati reclusi a respirare soltanto la musica, a fare le prove, a confrontarsi con i grandi del settore per migliorare: "Il silenzio adesso è una componente importante. Subito dopo questa fase, dovremo ascoltare cose nuove. Siamo soddisfatti di tutto, i nostri brani sono stati eseguiti il più possibile, le cover sono state scelte a pennello. Per un percorso televisivo non potevano scegliere brani migliori. Certo, avremmo voluto reinterpretare un Lucio Battisti ad esempio ma sarebbe stato difficile farlo arrivare a tutti senza magari cadere nel cliché". Un viaggio musicale incredibile il loro, intenso, non scevro da momenti di sconforto: "Poco prima del lockdown ce n’è stato uno grosso. Avevamo un disco tra le mani ma non lo voleva nessuno. Manuel l’ha voluto. Professionisti del settore musicale non ci hanno voluto credere anche economicamente. Le etichette piccole guardano a un ritorno e non investono in band emergenti. Adesso sì che partirà qualcosa (anche se non possiamo svelarlo), prima era impossibile".

Alle band di giovani che suonano negli scantinati e nei garage, i Lpom lanciano il loro messaggio: "Continuate, se ce l’abbiamo fatta noi ce la potete fare anche voi. Il nostro brano è in classifica accanto a cantanti come Zucchero. Il periodo sta cambiando, è cominciata la rivoluzione. L’elettronica, la trap, forse hanno saturato le orecchie di tanti e proprio in questo momento possono uscire proposte fresche su cui investire. Noi non abbiamo finito con X Factor ma stiamo soltanto per cominciare".