"I pannelli fotovoltaici sul tetto ci hanno evitato guai peggiori"

I costi sono triplicati "Ma grazie al buon momento della ristorazione non dovremo alzare i prezzi dei prodotti"

"Siamo passati da 119mila euro di bolletta dell’energia nei primi sette mesi del 2019, prima della pandemia ai 230mila di quest’anno ma con un progressivo aumento nell’ultimo periodo. Abbiamo comunque deciso di non impattare sul cliente in questo momento di boom della ristorazione e quindi dei nostri prodotti". A parlare è Emiliano Baldi, l’imprenditore jesino amministratore delegato dell’impresa di famiglia Baldi Food, alle prese come tante altre aziende più energivore, con le bollette alle stelle. "Se guardiamo soltanto la bolletta di luglio – spiega Baldi al Carlino – l’importo è triplicato e quella di agosto sarà probabilmente anche più alta. L’anno scorso a settembre avevamo consorziato l’energia con altre quaranta aziende in Italia, ma a causa degli aumenti il contratto è stato interrotto e siamo ripartiti con una nuova tariffa. Il problema è che queste stangate, frutto per lo più della speculazione, si sono aggiunte all’inflazione sulle materie prime che hanno visto un aumento del 25 per cento dall’anno scorso. Fortunatamente da metà febbraio a questa estate – aggiunge il direttore generale – le vendite sono andate molto bene complice la ristorazione che è ripresa a pieno ritmo e per ora riusciamo a non impattare sul cliente e sui consumatori che pure stanno facendo i conti con bollette pesanti. Abbiamo deciso di preservare la catena del valore, mantenendo il buon trend di acquisti che abbiamo avuto per tutta l’estate, ma non si può prescindere a questo punto da un intervento pubblico. Va calmierato il prezzo dell’energia che non è così strettamente legato alla guerra quanto più a fenomeni speculativi che noi non siamo certo in grado di gestire. Fortunatamente – aggiunge Baldi – ho ricoperto di pannelli fotovoltaici il tetto dello stabilimento anche se non ho ottenuto gli incentivi. Questo ci consente di abbassare un po’ il conto dell’energia e coprire circa un terzo della produzione. Se non l’avessi fatto probabilmente saremmo in una situazione diversa ma tutto questo sta impoverendo tutti: è bene intervenire e anche presto".

"Durante la pandemia abbiamo investito, non abbiamo fermato niente né licenziato nessuno, pur avendo perdite importanti da noi colmate per non retrocedere. Ora che il Pil stava riprendendo dopo la pandemia e le persone escono volentieri – conclude – non possiamo permetterci di fermarci. Serve soltanto fiducia per andare avanti".

Sara Ferreri