Il primario Adolfo Pansoni, primo vaccinato delle Marche
Il primario Adolfo Pansoni, primo vaccinato delle Marche
di Silvia Santini "Sto bene, dopo la puntura per il vaccino non ho avuto complicazioni né avvertito malessere. Nessun cambiamento insomma rispetto a domenica". Sorride ed è soddisfatto il dottor Adolfo Pansoni, primario del pronto soccorso dell’ospedale di Osimo, nosocomio diventato parte dell’Inrca, è finito al centro delle attenzioni mediatiche dopo essere stato scelto come cosiddetto "paziente zero" per l’avvio per la campagna dei vaccini anti Covid nelle Marche e ieri pomeriggio ha raccontato di...

di Silvia Santini

"Sto bene, dopo la puntura per il vaccino non ho avuto complicazioni né avvertito malessere. Nessun cambiamento insomma rispetto a domenica". Sorride ed è soddisfatto il dottor Adolfo Pansoni, primario del pronto soccorso dell’ospedale di Osimo, nosocomio diventato parte dell’Inrca, è finito al centro delle attenzioni mediatiche dopo essere stato scelto come cosiddetto "paziente zero" per l’avvio per la campagna dei vaccini anti Covid nelle Marche e ieri pomeriggio ha raccontato di sentirsi bene proprio come domenica mattina quando ha ricevuto il vaccino.

"Sono state tante le chiamate ricevute da amici e parenti subito dopo, mi hanno fatto tutti i complimenti. Mi hanno visto in diretta, ascoltato le mie parole, è una grande emozione. Anche dai colleghi ne sono arrivati molti, tutti apprezzati e squisiti". Un’opportunità per il medico anche per fare un appello a tutta la popolazione: "Questa è una grande occasione per tornare a una vita normale senza restrizioni. Di luce in fondo al tunnel si può parlare. Preferisco essere concreto e dire che più prenderà il via il vaccino, più gente cioè si vaccinerà, e più sarà garantita l’immunità di gregge. Ci vorrà qualche mese, certo, fino a primavera inoltrata penso, ma questo è un primo passo per tornare alla quotidianità così come la ricordiamo".

C’è scetticismo comunque tra la gente e chi meglio di un medico, che ha il polso della situazione ascoltando i pazienti che ogni giorno visita, se ne rende conto: "C’è titubanza, c’è chi non è favorevole ma senza fornire motivazioni precise o specifiche, più per partito preso. Sono soprattutto i giovani quelli più contrari. Gli anziani invece già mi chiedono ‘quando arriva così possiamo averlo anche noi?’. La partecipazione forse sarà simile a quella per la vaccinazione anti-influenzale. Io di certo sono molto contento a essere stato tra i primi a farlo. Quando mi è stato proposto ho subito aderito assieme ad alcuni miei collaboratori, non ho avuto titubanze, anche per rispetto dei ricercatori che hanno lavorato tanto. Rispetto coloro che hanno dubbi ma è una grande opportunità. Spero possano cambiare idea. L’importanza dei vaccini contro le malattie ce la insegna il corso della storia. L’attenzione intanto non deve assolutamente essere abbassata. In ospedale, rispetto alla prima ondata, abbiamo più pazienti con altre malattie e dire di no ai familiari che vogliono visitarli ci dispiace molto. Vaccinarsi aiuta anche ad alleggerire situazioni come queste". L’immunità, secondo il medico, si manifesterà tra circa un mese.