Un primo album della band dell’entroterra con i testi scritti dal 34enne compositore fabrianese Pierpaolo Chiaraluce. È pronto e scaricabile sulle piattaforme online l’album d’esordio dei ‘The Pier’, l’emergente formazione jazzistica, già protagonista a fine agosto della performance dal vivo al festival Fabrijazz di Fabriano. Si intitola ‘Imaginary...

Un primo album della band dell’entroterra con i testi scritti dal 34enne compositore fabrianese Pierpaolo Chiaraluce. È pronto e scaricabile sulle piattaforme online l’album d’esordio dei ‘The Pier’, l’emergente formazione jazzistica, già protagonista a fine agosto della performance dal vivo al festival Fabrijazz di Fabriano. Si intitola ‘Imaginary Geographies’, il lavoro che rappresenta un vero e proprio viaggio nel mondo della musica, toccando nazioni e stili diversi. "Il disco dell’etichetta ‘Improvvisatore Involontario’ - evidenziano dalla band – si caratterizza per la novità che, oltre al formato digitale e il cd, sarà disponibile anche tramite vinile". Una fusione tra tradizione e innovazione musicale, dunque, per il quartetto formato dallo stesso Pierpaolo Chiaraluce (contrabbasso), Leonardo Francesconi (pianoforte), Giammarco Polini (chitarra) e Mauro Cimarra (batteria), che durante il percorso creativo e interpretativo si è avvalso del contributo di Massimo Gerini (voce), Antonino De Luca (fisarmonica) e Roberto Piermartire (flicorno). "In Imaginary Geographies - osservano i musicisti - ogni composizione racconta uno scenario unico del nostro mondo: il gruppo esplora così l’India (Raga e Tala), passando per Istanbul (Istiklal Avenue), dove vengono richiamati alla memoria i suoni, più o meno tradizionali, uditi per le vie e nei ristoranti della città, fino ad arrivare a toccare l’America latina (La Cumbrecita)". Si tratta, insomma, di una costruzione continua, anche dal punto di vista degli arrangiamenti. "E’ un disco che esprime il modo di suonare fra il 2018 e 2019, e il modo di scrivere maturato in dieci anni, tempo che, dopo essersi diplomato, Chiataluce ha dedicato prevalentemente al jazz e alla musica corale, per abbandonare poi la seconda e concentrarsi quasi esclusivamente sulla prima".