"Nero di seppia" di Benedettelli: una storia tra poveri ed emarginati

Iride, un'artista eccezionale, è chiamata a celebrare una nuova era in una città. Ma qualcosa va storto. "Nero di seppia" di Marco Benedettelli è una storia di doppi, esplorazione e amore.

"Nero di seppia" di Benedettelli: una storia tra poveri ed emarginati
"Nero di seppia" di Benedettelli: una storia tra poveri ed emarginati

Iride, una ragazza dai lunghi capelli, "neri di pece, anzi d’inchiostro", è "un’artista eccezionale", chiamata in città per festeggiare una nuova era, "una fase di rilancio importantissimo".

La scena, con cui si apre il nuovo romanzo di Marco Benedettelli "Nero di seppia", è quella classica degli spettacoli istituzionali, dove l’arte è chiamata a celebrare il potere, politico ed economico.

Sul palco, oltre a lei e ai musicisti che l’accompagnano, ci sono il sindaco e due rappresentanti di una multinazionale, la Luz Company, a cui è stato affidato il piano di rigenerazione urbana. Qualcosa va storto, però. È la realtà stessa a presentarsi storta, sghemba, grottesca: il sindaco, mentre fa il suo discorso, "di botto s’inceppa" e Iride, invece di esibirsi, si mette a vaneggiare, raccontando di uno "strano viaggio", culminato in un naufragio.

Cacciata dal palco, la performer se ne va con i suoi musicisti, mentre lo show, con i suoi roboanti annunci di lavori che sistemeranno ruderi ammuffiti e crepe secolari, prosegue. La ragazza erra per la città, il cui nome, Nacona, è un evidente metaplasmo, un doppio, della città di origine e residenza di Benedettelli, Ancona. Qui incontra non solo ruderi di edifici ma anche di esseri umani: Iride si unisce a una piccola banda di "morti di fame", che le permettono di osservare la realtà "ad altezza di cane", come insegnava Gianni Celati, ovvero dal punto di vista in cui la realtà si rivela, dal basso.

E, come cani randagi, i poveri, gli emarginati che accompagnano Iride, scavano nelle profondità dell’animo e del terreno, immergendosi nel sottosuolo, scoprendosi e innamorandosi. "Nero di seppia" è la terza prosa dell’autore. Dopo l’esordio, con il libro di racconti "La regina non è blu" (2012), il quarantenne reporter anconetano, che collabora con le principali testate nazionali, scrivendo soprattutto di migranti e popolazioni africane, nel 2018 ha pubblicato il romanzo non finzionale "Chi brucia. Nel Mediterraneo sulle tracce degli harraga".

Nel frattempo, prendeva forma la sua prima opera di finzione, "Nero di seppia", appena pubblicata da Affiori, marchio di Giulio Perrone Editore. Fondendo, in questa nuova prova, i motivi dominanti delle prime due, ovvero l’indagine del reale in uno stile surreale, Benedettelli ci ha consegnato una storia di doppi, di esplorazione e d’amore. Volume presentato ieri a Berlino, dove concepì l’idea.

Valerio Cuccaroni