Tommaso Bartocci, classe 2003, capitano del Cupramontana
Tommaso Bartocci, classe 2003, capitano del Cupramontana

Ancona, 15 febbraio 2020 - «Una sconfitta che vale quanto una vittoria". E’ il pensiero del dirigente responsabile del Cupramontana Giuliano Maggi riguardo il gesto di fair play di un proprio giocatore. Siamo nei minuti finali di una partita del campionato Allievi provinciale disputata una settimana fa. L’arbitro assegna un calcio di rigore al Cupramontana sul campo del Ponterosso Anconitana, con la squadra di casa in vantaggio per 2-1. Il giocatore coinvolto nell’azione, Tommaso Bartocci, classe 2003, jolly di centrocampo e difesa, capitano del Cupramontana, però va dal direttore di gara. Per chiedere l’ammonizione del giocatore avversario? Di solito succede così. E invece... "Arriva questo pallone in area a seguito di una punizione – racconta Bartocci – Tento la rovesciata, ma colpisco l’avversario. L’arbitro fischia il rigore a nostro favore. Vedendo pure che il giocatore avversario si fa male, vado dall’arbitro dicendogli che non ha commesso lui il fallo. Il direttore di gara insiste che il rigore c’è, forse per riparare all’errore che aveva commesso in precedenza concedendo un rigore alquanto dubbio agli avversari. Insisto. ‘Guardi che l’ho colpito io, non è rigore’. Gli avversari lo confermano. A quel punto l’arbitro cambia il suo giudizio assegnando la punizione al Ponterosso".

Non succede sempre. Un gesto che deve far riflettere. Ancor più perché la propria squadra è sotto con il punteggio e alla fine esce sconfitta. Ma il Cupramontana (che staziona a metà classifica mentre il Ponterosso è primo) vince nel fair play. Un gesto che riscuote consensi non solo in campo, ma anche fuori. "Gli avversari mi hanno detto che ho fatto un bel gesto che mi fa onore. Nei miei compagni c’erano pareri discordanti: alcuni dicevano che avevo fatto bene, altri che dovevo pensare al risultato. Ma alla fine ci siamo chiariti. Ho ricevuto complimenti anche dai genitori avversari. Spero solo che sia un gesto di insegnamento per tutti. Sia per i giovani che per gli adulti. È la prima volta che mi capita".

E pensare che invece nel calcio milionario ci sono polemiche in ogni partita. "Sembra un po’ un paradosso, ma sono tifoso juventino" sorride Bartocci. Una società spesso nell’occhio del ciclone per presunti favoritismi arbitrali. "È un po’ il pensiero comune" aggiunge il giocatore rossoblu che ha come idolo Chiellini. "Ultimamente il mister mi sta impiegando in difesa anche se nasco centrocampista, mezzala" spiega il giovane, 17 anni da compiere il 23 ottobre, che ha indossato sempre la casacca rossoblu del Cupramontana da quando a 6 anni ha iniziato a giocare a pallone. Un settore giovanile in crescita. "Lavoriamo molto sui ragazzi senza mettere loro pressione, puntando non solo sulla tecnica e sui risultati, ma anche sulle qualità umane. Il gesto di Tommaso spero che sia da esempio anche per gli adulti, per alcuni genitori che a volte sono più facinorosi dei ragazzi" ribadisce Maggi. Alla società sono arrivati molti complimenti. Compresa una mail del presidente del Ponterosso Alessandro Micheli.