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7 dic 2018

Stupro Ancona, 16enne ricoverata all'ospedale Torrette. "Sono stata violentata"

Una sedicenne accusa un paziente di 47 anni. La famiglia denuncia, i carabinieri visionano i filmati delle telecamere

7 dic 2018
alberto bignami
SAN DONATO - ARCHIVIO - CENTRO ANTI VIOLENZA SULLE DONNE - FOTO CANALI/NEWPRESS - PER REDAZIONE SUD MILANO/METROPOLI - CERRI/PINCIONI/STIMOLO
Violenza sulle donne
SAN DONATO - ARCHIVIO - CENTRO ANTI VIOLENZA SULLE DONNE - FOTO CANALI/NEWPRESS - PER REDAZIONE SUD MILANO/METROPOLI - CERRI/PINCIONI/STIMOLO
Violenza sulle donne

Ancona, 8 dicembre 2018 - "Sono stata stuprata". E’ la denuncia choc di una ragazzina anconetana di 16 anni, ricoverata presso il reparto di Psichiatria del Sert, all’interno dell’ospedale regionale di Torrette. L’«aguzzino», identificato dalla stessa vittima, sarebbe un paziente 47enne ricoverato all’interno dello stesso reparto a causa di problemi di alcol. La denuncia della minorenne è avvenuta all’indomani di quella notte tra domenica e lunedì scorso in cui si è consumata la violenza: un rapporto sessuale completo.

La 16enne si è confidata con i genitori, che l’erano andata a trovare e sono stati proprio questi a denunciare quanto di terribile e devastante era accaduto alla figlia. Stando al racconto della minorenne, nel cuore di quella notte il suo aguzzino era riuscito ad entrare nella camera dove è ricoverata da sola, senza altri compagni di stanza. Una volta avvicinatosi senza fare alcun rumore, le ha messo una mano sulla bocca per soffocare eventuali urla. Poi ha abusato di lei. Le urla non sono state udite dal personale ospedaliero in servizio quella notte e nessuno è dunque potuto intervenire per salvarla. Sono stati i genitori a decidere di rivolgersi all’avvocato e sporgere denuncia ai carabinieri.

I militari dell’Arma hanno ascoltato la minorenne nella notte successiva lo stupro denunciato. La sua versione non avrebbe avuto discordanze e il racconto sembrerebbe essere decisamente lucido. Il giorno seguente ancora, la 16enne è stata trasferita all’ospedale di Jesi per essere sottoposta agli accertamenti medici e alle visite che vengono effettuate come da prassi in questi casi e i cui risultati si sapranno solo nei prossimi giorni, per poi tornare ad essere ricoverata al nosocomio regionale di Torrette mentre il suo aguzzino nel frattempo era stato allontanato dal reparto.

Gli inquirenti hanno dunque avviato le indagini e, come prima cosa, hanno prelevato tutti i nastri di registrazione ripresi dalle telecamere interne dell’ospedale e, in particolare, quelle che puntano lungo i corridoi sul quale si affacciano le varie stanze dei pazienti, tra le quali quella della minorenne. Sarà anche da questi filmati che si potrà ricostruire ulteriormente, e con esattezza, tutta la vicenda che sembrerebbe però non avere, almeno per ora, ombre. Nel frattempo, nella tarda mattinata di ieri, sull’episodio denunciato dalla minorenne è stata informata pure la Procura dorica. Le indagini sono dunque ancora in corso ma i tasselli del racconto sembrano tutti combaciare.

Eppure, la presunta violenza, sarebbe avvenuta in maniera completa senza che nessuno del reparto si sia accorto di quanto stava presumibilmente accadendo all’interno della stanza della ragazzina, rimasta impotente di fronte alla violenza del suo violentatore. La giovane, inoltre, il dito contro quel 47enne l’ha puntato senza ombra di dubbio o tentennamento descrivendo anche le modalità con le quali l’ha fatta tacere mentre abusava del suo corpo. Gli investigatori, data la delicatezza di ciò che sarebbe accaduto, rimangono abbottonatissimi e nel massimo riserbo. Solo nei prossimi giorni, una volta avuti gli esiti degli esami e visionati tutti i filmati, si potrà avere un quadro chiaro dell’accaduto nonostante il racconto comunque dettagliato della 16enne.

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