Rimase tetraplegico dopo l’incidente all’Acquapark: risarcimento da oltre 600mila euro al bagnino allora 19enne

Il dramma avvenne il 28 giugno 2003: per raccogliere il fischietto che gli era caduto dalla bocca si abbassò schiantandosi con lo scivolo kamikaze. A deciderlo sono stati i giudici della Cassazione civile

Tetraplegico dopo l'incidente all'Acquapark: bagnino allora 19enne risarcito di oltre 600mila euro (foto d'archivio)

Tetraplegico dopo l'incidente all'Acquapark: bagnino allora 19enne risarcito di oltre 600mila euro (foto d'archivio)

Ancona, 6 novembre 2023 – Seicentotrentaduemila euro: tanto dovrà risarcire il Ministero dell’Interno, il comune di Monsano (Ancona), un architetto e la società che gestiva la struttura di divertimenti a un lavoratore, all’epoca 19enne, vittima di un incidente all’Acquapark a causa del quale è rimasto tetraplegico. A deciderlo è stata la Cassazione civile

I fatti risalgono al 28 giugno 2003. "Quel giorno - ha spiegato all’Agi l'avvocato Alessandro Lucchetti che lo assisteva - il ragazzo stava lavorando quando gli cadde il fischietto dalla bocca e, nel tentativo di recuperarlo, si schiantò sullo scivolo kamikaze".

Era proprio questo il nome dell'attrazione che, secondo quanto già stabilito dalla Corte d'Appello di Ancona e confermato nei giorni scorsi dalla Suprema Corte, "è risultata difforme dalle regole tecniche e di comune prudenza sia quanto alla pendenza, sia per la  distanza della struttura di cemento approntata a distanza non regolamentare dal punto di approdo dello scivolo”.

E’ stata quindi accertata la responsabilità della Commissione provinciale di Vigilanza “per avere licenziato l'agibilità di una struttura a uso pubblico che invece presentava gravi carenze sotto il profilo della sicurezza e dell’incolumità, venendo così di fatto ad assumere una posizione di garanzia e determinando un concreto affidamento (nei gestori, nei fruitori e nei lavoratori) circa la sicurezza dell'impianto".

In passato si erano già verificati "numerosi incidenti" ma, nonostante ne fosse a conoscenza, la Commissione ribadì il suo 'via libera'. "Corresponsabile" è stato giudicato il Comune "in quanto delegato alla verifica dell'idoneità". E non costituiscono un argomento a difesa, argomentano gli 'ermellini', gli avvertimenti sulla pericolosità dello scivolo kamikaze riportati nei cartelli.