PIERFRANCESCO CURZI
Economia

Metano a 2 euro: distributori vuoti. "Un disastro, chiudiamo gli impianti"

Ancona: Giancarlo Falcetta che gestisce quello di via del Carmine: "Ho dovuto mandare l’unico dipendente che ho in cassa integrazione. Qui di solito c’è la fila mentre oggi sono venuti solo due automobilisti. E i prezzi dovrebbero restare alti e fuori controllo fino alla prossima primavera"

Metano, in pochissimi ieri per fare rifornimento dopo il grande aumento

Metano, in pochissimi ieri per fare rifornimento dopo il grande aumento

Ancona, 3 novembre 2021 - Il prezzo del metano per auto va alle stelle e nei distributori del capoluogo è quasi il deserto. Il problema ha iniziato a emergere già a settembre per poi peggiorare nel mese successivo, eppure è negli ultimi due giorni che si è trasformato in vero e proprio allarme. Un anno fa un chilo di metano era sotto quota 1 euro, più o meno a 0,94 centesimi di euro, oggi è esattamente il doppio, con alcuni distributori in cui ha toccato quota 2 euro. Di solito quello di via del Carmine, tra Torrette e il Pinocchio (ben visibile dalla statale 16 all’altezza della galleria lunga della Montagnola) è strapieno a qualsiasi ora del giorno, coi veicoli in fila.

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Ieri mattina alle 10 le vetture in attesa del pieno di metano erano due: "Gestisco questo distributore da tantissimi anni, ma una situazione del genere non me la ricordo. Mai il prezzo del metano aveva raggiunto un livello simile, siamo alla follia. Io capisco gli automobilisti, ma si metta nei miei panni: se qui le cose non cambiano non mi resta altro da fare che chiudere l’attività e eventualmente riaprire solo quando non decidono di abbassare di nuovo i prezzi".

Il legame con il metano per Giancarlo Falcetta è una storia lunga e segue una gestione ultradecennale. Per la prima da anni è stato costretto a prendere una decisione difficile: "Io gestisco questo distributore e da sempre ho avuto un dipendente, adesso lui è a casa in cassa integrazione. Lavoro ce n’è molto meno rispetto a pochi mesi fa, riesco da solo a seguire il lavoro. Lo vede da solo, di solito qui i veicoli fanno la fila oggi gli spazi sono tutti vuoti, inutile stare in due. Mi dispiace, non è colpa mia se l’aiutante è in cassa, la questione riguarda le alte sfere. Purtroppo il peggio non sembra passato. Stando a quanto mi riferiscono i dirigenti della mia società a Fano, i prezzi dovrebbero restare alti e fuori controllo almeno fino a marzo e aprile del 2022. Se questo è l’orizzonte non ci resta altro da fare che chiudere. Io finché posso vado avanti. Oggi pomeriggio (ieri, ndr.) ho una visita medica e per tenere aperto ho chiesto a mio nipote di darmi una mano".

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Il paradosso, purtroppo comprensibile, è che gli automobilisti non usino più il metano in questa fase: "Se continua a così meglio andare a benzina – racconta uno dei clienti del distributore –, alla fine non cambia nulla, anzi risparmio qualcosa. Il problema è che bisogna fare la revisione delle bombole con prezzi molto alti. Hanno colpito le fasce di popolazione meno abbienti che hanno scelto il metano per risparmiare e quindi hanno acquistato i veicoli a rate. Come me ce ne sono tanti. Tutto questo è assurdo, speriamo che presto si possa invertire la rotta".