SARA FERRERI
Economia

Teamsystem, oltre cento lavoratori in sciopero contro la chiusura della sede di Jesi

"Dignità e rispetto" chiedono i dipendenti pronti a continuare la mobilitazione in caso di mancate risposte dall'azienda intezionata a trasferire tutti a Pesaro. Tra loro anche il sindaco Lorenzo Fiordelmondo che inconterà i vertici aziendali nei prossimi giorni

Sindacati e lavoratori davanti ai cancelli

Sindacati e lavoratori davanti ai cancelli

Jesi (Ancona), 19 marzo 2024 – Chiusura della sede jesina di Teamsystem con i suoi 300 dipendenti, alta adesione allo sciopero di stamattina indetto da Fiom e Uilm. Oltre un centinaio di dipendenti alle 10,30 sono usciti dai cancelli della sede di Fontedamo che da settembre rischia di restare un grande contenitore vuoto. Tutti decisi a dire no al trasferimento a Pesaro o se proprio inevitabile a chiedere lo smart working al 100 per cento, al massimo con una o due trasferte mensili a Pesaro per lavorare in team. I dipendenti  si dicono pronti a continuare la mobilitazione in caso di mancate risposte dall'azienda, ome hanno ribadito anche le Rsu. Ad ascoltare le richieste dei lavoratori c’erano anche il sindaco Lorenzo Fiordelmondo, il vicesindaco Samuele Animali ed alcuni consiglieri di maggioranza.

Oltre cento lavoratori allo sciopero indetto da Fiom e Uilm

“Dignità e rispetto su Teamsystem” gridava lo striscione. “Questa è un’azienda che fa utili e il profitto più grande lo registra proprio in questa sede centrale di Jesi – ha rimarcato Maurizio Gabrielli per la Fiom -. E’ questo il premio? I lavoratori dovrebbero aspettarsi un camper? L’adesione allo sciopero è stata massiccia e non era scontato. Ora ci aspettiamo una convocazione. Chiederemo il mantenimento della sede di Jesi realizzata sei anni fa o lo smartworking al 100 per cento per tutti i lavoratori”. “L’azienda non ha problemi finanziari - rimarca Vincenzo Gentilucci per la Uilm – ma segue la logica del profitto che a loro non basta mai. Chiude una sede con 300 lavoratori ma non guarda all’aspetto sociale. Tanti giovani che da anni lavorano per Teamsystem si sono sistemati a Jesi, magari hanno comprato casa e stipulato un mutuo. Hanno famiglia. Ma ora gli si chiede di andare a Pesaro, anche tre volte a settimana. Promettono un coworking con sedi in affitto con 30 -40 posti, insufficienti e nessuna garanzia sul mantenimento di una sede di lavoro che non obblighi alla trasferta. Siamo aperti al confronto e se non si vorrà mantenere proprio questa sede che si conceda lo smartworking al 100 per cento con indennità di trasferta nei pochi giorni in cui sarà necessario andare a Pesaro”. Sindaco ed esponenti di maggioranza hanno ascoltato le richieste dei lavoratori. Nei prossimi giorni il sindaco Lorenzo Fiordelmondo avrà un confronto con Teamsystem per “verificare quali possano essere i possibili punti di caduta della vicenda”. “Ho partecipato – spiega il primo cittadno - perché si tratta di un contesto economico ed occupazionale importante per la nostra città. Ho raccolto le preoccupazioni dei lavoratori per l’annunciato trasferimento dell’azienda a Pesaro ed ho perciò anche avviato una interlocuzione con l’azienda, con la quale mi confronterò in settimana. C’è ogni disponibilità, da parte mia, a ragionare su ipotesi percorribili che possano agevolare il mantenimento del lavoro nella nostra città”.