Il caso simbolo di un anno fa: l’arbitro Bernardini picchiato a Roma
Il caso simbolo di un anno fa: l’arbitro Bernardini picchiato a Roma

Ascoli Piceno, 9 dicembre 2019 - Ancora violenza, ancora arbitri colpiti, ancora giovani direttori di gara vittime della follia di ormai ex calciatori della domenica, che sfogano la loro insoddisfazione facendosi forti contro ragazzini che potrebbero essere loro figli. È infatti ancora una volta il campionato di Terza Categoria a salire ai disonori delle cronache sportive. È successo a Rotella, ma poteva accadere in qualsiasi altro campo di gioco. La partita era Rotellese-Roccafluvione: alla fine del primo tempo sul risultato di 0-0 un giocatore del Roccafluvione allontana il pallone e impreca contro l’arbitro.

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Non contento inizia ad elencare una serie di bestemmie che inducono l’arbitro ad estrarre il cartellino rosso e ad espellerlo dal campo. L’arbitro nel frattempo fischia la fine del primo tempo e si dirige verso lo spogliatoio. Pare che il giocatore espulso prima di uscire si sia avvicinato a parlare con la figlioletta seduta sugli spalti, poi si è diretto anche lui verso lo spogliatoio. Una volta dentro ha iniziato a inveire di nuovo contro l’arbitro che stava entrando nello spogliatoio e nell’impeto di follia lo ha sbattuto contro lo stipite della porta facendogli battere la testa e la schiena e provocandoli una serie di ematomi. L’arbitro ha subito deciso di interrompere il match e si è recato all’ospedale di Amandola dove gli sono state riscontrati ecchimosi ed ematomi guaribili in sette giorni. Basta alibi. Servono pene severe.