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22 mar 2022

Battibecchi e accuse: "Il piano va cambiato"

Attimi di tensione tra sindaco, Nardini e Tamburri. Il presidente della provincia. Loggi: "Bisogna rimodulare il carico, con l’obiettivo di ridurre i rifiuti"

Una seduta per gran parte molto tranquilla anche se non sono mancati scambi di battute piuttosto animati tra il sindaco Fioravanti e i consiglieri Emidio Nardini (screzio subito rientrato con le scuse dello stesso primo cittadino) e Massimo Tamburri. In precedenza la seduta si era aperta lasciando spazio agli interventi dell’assessore regionale Guido Castelli, dell’onorevole Rachele Silvestri, e del presidente della provincia Sergio Loggi. Quest’ultimo in particolare si è soffermato su alcuni aspetti poi ampiamente ripresi nel corso dell’assemblea, come il fatto di dover "rimodulare" il carico dei rifiuti e di "mettersi seduti insieme a tutti i Comuni per capire come andare avanti, con l’obiettivo – ha detto – di ridurre sensibilmente la quantità di rifiuti conferiti".

Claudio Giuliani della Fit Cisl regionale ha proposto di "ascoltare le esperienze positive di coloro che vivono nelle vicinanze di impianti moderni" che "usufruiscono anche di alcuni vantaggi come l’esenzione dal pagamento delle tasse", mentre Paolo Prezzavento ha ribadito l’opposizione di Legambiente "a realizzare mega impianti in località che hanno già subito un forte impatto dal punto di vista ambientale. Nel nostro territorio ce ne sono già sette. Dobbiamo uscire – ha spiegato – dalla logica di riempire i buchi di rifiuti: le discariche devono diventare una soluzione residuale".

Anche per Valeria Salvi del Comitato di Villa Sant’Antonio "costruire grandi impianti comporta la necessità di importare rifiuti da fuori per metterli a regime", puntando il dito contro i ritardi nell’approvazione di un piano d’ambito che "per non perdere i contributi del Pnrr è stato fatto in fretta adottando il piano dei privati PicenAmbiente e Ascoli Servizi". Quindi gli interventi dei consiglieri comunali. A partire da Francesco Ameli del Pd per il quale "il piano d’ambito è da cambiare, da rimodulare verso una riduzione sostanziale su ciò che il Piceno può ospitare. L’obiettivo politico è un dimezzamento dei quantitativi da abbancare" aggiungendo il proprio appoggio all’eventuale bonifica dell’ex Ipg proposta dal sindaco in apertura.

"Concordo con Loggi sull’obiettivo della riduzione dei rifiuti – ha detto invece dai banchi di maggioranza Micaela Girardi –, però bisogna assumersi le responsabilità di governare un territorio e quindi anche gli altri Comuni devono mettere a disposizione aree per trattare questi materiali, al momento solo il comune di Ascoli lo ha fatto".

Polemico il pentastellato Massimo Tamburri per il quale "ci sono tante belle parole e favole, ma la distanza con i fatti è enorme", riferendosi al fatto che "nel 2012 è stata deliberata la privatizzazione del 40% di Ascoli Servizi comunali" tra l’altro "tra le pochissime in Italia fatte con gara a doppio getto". Tamburri ha poi anche letto una lettera del primo cittadino di Castel di Lama Bochicchio che ha lamentato il mancato invito ai sindaci dei Comuni a partecipare alla seduta, mentre Nardini di Ascolto e Partecipazione ha evidenziato una carenza di controlli durante il conferimento individuale dei rifiuti, ma ha anche fatto notare come le discariche "del Comune di Ascoli si trovano comunque al confine con altri territori per cui andrebbe fatta una condivisione più umana".

Su questo argomento, per Alessandro Filiaggi "sono stati gli altri Comuni a non aver mai indicato soluzioni alternative"; infine Procaccini del Pd ha sottolineato come "si registrano scarsi risultati ottenuti sul fronte della riduzione dei rifiuti e della raccolta differenziata".

d.c.

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