Chiude il ponte sul Tronto Confindustria chiede tempo

Il presidente Ferraioli non ci sta: "Riteniamo indispensabile una proroga almeno al mese di settembre, serve un confronto per decidere le migliori soluzioni"

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Presa di posizione degli industriali di Ascoli contro la chiusura del ponte sul fiume Tronto. In proposito il presidente dell’Associazione degli Industriali della provincia di Ascoli Simone Ferraioli ha detto: "Durante l’incontro avvenuto con l’assessore regionale Guido Castelli in merito alle problematiche inerenti il Consind, abbiamo appreso che il ponte sul fiume Tronto che collega le SP n. 3 (Comune di Ascoli Piceno) e la SP n. 1B (Comune di Ancarano), che di fatto è il principale accesso ad est della Zona Industriale di Ascoli, sarà oggetto di imminente chiusura già dalla seconda metà del mese di agosto, secondo quanto anticipato dai presidenti delle province di Ascoli Piceno e Teramo, Sergio Loggi e Diego di Bonaventura. Da quanto ci è dato capire, si sta valutando se intervenire sul ponte, o meglio sui due ponte affiancati, quello in muratura più antico e quello in cemento armato più recente, con un finanziamento già disponibile di circa 5.000.000 di euro per azioni di "risanamento" o, come forse più conveniente, di realizzarne uno nuovo in sostituzione di questi, operazione da circa 11.000.000 di euro". Gli industriali evidenziano l’importanza dell’infrastruttura e in proposito Ferraioli ha aggiunto: "Al di là di ogni valutazione tecnica, ci preme segnalare, a tutti gli enti a vario titolo coinvolti, che la strategicità di quel collegamento viario non può essere decisa con un così breve termine e senza un confronto con i tanti privati che insistono sull’area. Ciò che maggiormente ci preoccupa, è capire innanzitutto se esistono valutazioni di impatto sulla viabilità della Zona Industriale ove insistono anche numerose aree commerciali, e se sono mai stati inseriti dei sensori di traffico in grado di produrre dei modelli previsionali. Occorre mettere in campo azioni efficaci in grado di evitare imponenti code di veicoli, perché specialmente dal lato abruzzese, il pericolo è di avere code di mezzi pesanti sino al raccordo Ascoli-Mare e un inevitabile aumento del rischio di incidenti". La richiesta degli industriali è quella di evitare la chiusura dell’arteria: "Riteniamo indispensabile chiedere una proroga di tale chiusura almeno al mese di settembre in quanto, viste e considerate le chiusure estive, non si avrà modo di informare adeguatamente tutte le parti in causa e, per quanto riguarda la nostra associazione, circa 80 industrie che devono quotidianamente essere raggiunte da numerosi veicoli, privati e di trasporto merci. E’ importante chiarire inoltre se esiste già la copertura finanziaria per completare l’opera o se questa è una chiusura che, una volta posta in essere, è destinata a diventare una nuova spina nel fianco a tempo indeterminato del nostro già provato tessuto produttivo".