Ferdinando Divisi, 60 anni, cuoco e socio del noto ristorante 'L’Arco' di San Benedetto
Ferdinando Divisi, 60 anni, cuoco e socio del noto ristorante 'L’Arco' di San Benedetto

San Benedetto, 8 aprile 2020 - Ancora un lutto a San Benedetto a causa del coronavirus. Nella tarda mattina di ieri, all’ospedale Torrette di Ancona, dopo un lungo ricovero si è spento Ferdinando Divisi, aveva 60 anni ed era cuoco e socio del noto ristorante "L’Arco" di San Benedetto. Le patologie di cui soffriva da tempo, probabilmente, hanno contribuito a complicare il quadro clinico sin da subito.

Leggi anche Positiva una dottoressa. Primo caso ad Acquasanta

Originario di Quinzano, in comune di Force, abitava con la famiglia a Porto d’Ascoli. Ha lasciato la moglie Agnese, anche lei positiva e ricoverata in ospedale a San Benedetto, dimessa proprio ieri mattina, poche ore prima che si spegnesse il marito e le figlie Marilisa e Marzia. Una tragedia che ha colpito la comunità sambenedettese per la terza volta, dopo la morte dell’uomo di 90 anni e della donna di 68 anni, malata oncologica la cui positività è emersa solo dopo il decesso, quando è stato eseguito il tampone. Scossi i proprietari e fondatori del locale, Pio e Alessandro Spinozzi.

Leggi anche Sintomi e terapie Mascherine, la guida - Decreto scuola: tutte le novità Il modulo per l'autocertificazione


Nessun sintomo per Pio, l’"anchorman" del ristorante che a ogni servizio intrattiene i suoi clienti con raffiche di barzellette, aneddoti e racconti di episodi d’altri tempi. 
 

«Per la festa della donna avremmo dovuto avere il ristorante pieno, ma le prenotazioni sono state tutte disdette, tranne che un gruppo di una ventina di persone, di Ascoli, che festeggiava un compleanno. Siamo stati aperti fino al 10 marzo ed abbiamo mangiato tutti insieme quel giorno: io mio fratello e il cuoco. Il giorno 18 abbiamo ricevuto una telefonata da parte dell’organizzatore di quel compleanno per informarci che una donna del gruppo era risultata positiva al Covid-19, ed è scattato l’allarme. Il 22 Ferdinando si è sentito male ed è stato trasportato all’ospedale di San Benedetto già in gravi condizioni, con una saturazione che era precipitata a 40 e poi trasferito in Ancona. Purtroppo non si è mai ripreso. Ci siamo rimasti malissimo tutti, poiché eravamo convinti che con la sua fisicità Ferdinando sarebbe riuscito a farcela, ma questa bestia non perdona nessuno".