Messa la gabbia nella zona compresa tra l’autostrada e l’ex Ferriera, i cinghiali sono spuntati, a sorpresa, nel parcheggio del paese alto. Circa 20 esemplari, sembra, infatti, che l’allegra famigliola stia progressivamente aumentando, si sono fatti un bel giro tra le auto e a ridosso dei cancelli delle abitazioni del vecchio incasato, dalle quali gli...

Messa la gabbia nella zona compresa tra l’autostrada e l’ex Ferriera, i cinghiali sono spuntati, a sorpresa, nel parcheggio del paese alto. Circa 20 esemplari, sembra, infatti, che l’allegra famigliola stia progressivamente aumentando, si sono fatti un bel giro tra le auto e a ridosso dei cancelli delle abitazioni del vecchio incasato, dalle quali gli abitanti, sgomenti, li hanno filmati e fotografati. Riepilogando: prima hanno "marcato" il bosco dell’allegria con i vicini campi da tennis, poi la Valtesino vicino all’ex pizzeria La Fornace, poi il parcheggio del cimitero e adesso via Cagliata e il parcheggio accanto all’Ospitale casa delle Associazioni. I cinghiali sono divenuti stanziali nelle zone appena fuori del centro abitato e stanno occupando sempre più spazi urbani e non solo verdi. Con tutta probabilità il nutrito gruppo di animali, che ormai diventa difficile da definire selvatici, si è "accasato" nel vicino bosco Palmaroli che confina con il parcheggio del paese alto. Lì, grazie anche alla presenza di una bella sorgente di acqua, gli animali hanno trovato il loro habitat naturale e non sarà facile prenderli, com’è nelle intenzioni del Comune e delle forze dell’ordine che hanno sposato il progetto, con una gabbietta che sembra più adatta alla catturare una volpe o un lupo, più che un animale di oltre un quintale e mezzo. Avevamo immaginato una serie di gabbie disseminate sul territorio e di una certa dimensione, capaci di prendere contemporaneamente più animali, attirati dalla pastura di cereali. Dopo il primo tentativo difficilmente ci sarà un secondo, trattandosi di animali dotati di molta intelligenza. Non si avventurano mai tutti insieme in un posto sconosciuto, c’è sempre un "esploratore" che apre la strada a tutto il gruppo.

Marcello Iezzi