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10 giu 2022

L’irruzione negli uffici Che protesta al Mazzoni

Mattinata movimentata in ospedale con fischietti e proteste per il mancato pagamento, nella busta paga di giugno, dei tempi di vestizione

10 giu 2022
Fischietti e proteste
Fischietti e proteste
Fischietti e proteste
Fischietti e proteste
Fischietti e proteste
Fischietti e proteste

Mattinata piuttosto movimentata, ieri, nella palazzina degli uffici amministrativi dell’ospedale ‘Mazzoni’ dove hanno fatto ‘irruzione’ i rappresentati della Cisl con un discreto numero al seguito di iscritti al sindacato tra i dipendenti dell’Area vasta 5. Motivo della visita alla direzione (il direttore Esposito non c’era) e all’ufficio personale, con tanto di fischietti e intenzioni non proprio pacifiche, il mancato pagamento, con la busta paga di giugno, di quanto dovuto ai lavoratori, in seguito a sentenza della Corte d’appello del 2020, relativamente ai tempi di vestizione. Ciascuna sigla sindacale, in base all’esito della vertenza, ha raggiunto un accordo con l’Asur. Con la Cgil l’Area vasta 5 ha definito il contenzioso corrispondendo ai ricorrenti la somma lorda pari al 61,5% di quella dovuta. Somma che i lavoratori hanno ricevuto con la mensilità di maggio. Con la Cisl, invece, il pagamento di quanto stabilito non c’è ancora stato. Da qui l’organizzazione della manifestazione di protesta di ieri. "La somma pattuita – dice Giorgio Cipollini della Cisl –, circa 4.580 euro di media a lavoratore riguardante 8 anni di arretrati, doveva essere corrisposta con la busta paga di giugno a 357 dipendenti dell’Area vasta 5 nostri iscritti. A 41, invece, non è stata riconosciuta perché non sono stati ritenuti con obbligo di divisa a lavoro. Oggi (ieri ndr) abbiamo voluto dimostrare la nostra indignazione perché a distanza di due anni dalla sentenza della Corte di appello di Ancona, l’Asur non procede ancora con il pagamento degli emolumenti dovuti relativi al riconoscimento dei tempi di vestizione per il personale obbligato a indossare la divisa. E’ molto grave e non può essere consentito a un’azienda pubblica, la più grande della regione. In più, l’Area vasta 5 è l’unica tra tutte che lavora con oltre 300 dipendenti a tempo determinato, quando la media delle Marche relativa alle aziende sanitarie si aggira sui 40. Comunque, mentre eravamo sopra per chiedere spiegazioni agli uffici, è arrivata una telefonata dall’Asur, la quale ci ha convocato per domani (oggi ndr) alle 12, riteniamo per definire bonariamente le vertenza". "Con la conciliazione – continua il coordinatore delle Rsu dell’Area vasta 5, Paolo Grassi – l’accordo prevedeva che a giugno ci avrebbero liquidato le somme relative ai tempi di vestizione in seguito a sentenza. La Cisl aveva raggiunto una soluzione, ma il problema era sorto con gli oneri per i quali abbiamo chiesto che fossero a carico dell’Asur e non del dipendente, come è stato fatto con la Cgil. Sostanzialmente la Cisl ha raggiunto un accordo di 8 anni: per i primi cinque per i quali abbiamo fatto ricorso abbiamo ottenuto l’85%, per i tre successivi che non rientrano nella causa abbiamo raggiunto il 65%".

Lorenza Cappelli

© Riproduzione riservata

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