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12 mar 2022

Miriana Pramatarska e il suo atelier di moda a Marina Palmense

Miriana Pramatarska è venuta dalla Bulgaria anni fa. Da 18 anni risiede nelle Marche. Ha studiato all’Università di Macerata e nel 2010 ha realizzato il sogno che aveva nel cassetto: un Atelier di moda. Ma un Atelier particolare, di abiti da sposa. Lei ne fa il bozzetto, lo ritocca alla bisogna, lo completa e lo fa realizzare dalle sue sarte. Sì, perché dodici anni fa il "Mia Atelier", come lo ha chiamato, è stato aperto ufficialmente. Prima a Macerata, dove lei seguiva anche le lezioni di Scienze della Comunicazione di Massa, poi a Porto San Giorgio, ed oggi a Marina di Altidona, a due passi dall’autostrada. Dal 10 al 12 marzo avrebbe dovuto prender parte all’importante sfilata di moda che ogni anno si tiene a Mosca. Miriana, stilista di vaglia, era stata prescelta come rappresentante italiana nel settore 100% Made in Italy. La guerra ha mandato in fumo la sua partecipazione.

La passione di Miriana per il disegno risale all’infanzia. Un talento che ha mostrato sin da piccola quando già a sei anni buttava giù schizzi per gli abiti delle sue bambole. Un’attitudine di cui avevano preso atto i suoi insegnanti delle scuole elementari e superiori. Nel sito dell’Atelier campeggia una frase: "Il sogno diventa realtà nel salto di qualità". È il sogno di Miriana riguardo alla sua impresa, ed è il sogno delle spose di vestire un abito fantastico per un giorno fantastico. "Eh sì - dice lei - le ragazze sognano quel giorno e sognano quell’abito unico che ricorderanno per la vita". Due i punti di forza di Mia Atelier: i modelli che lei propone e la realizzazione degli abiti con stoffe unicamente prodotte in Italia. Di lei e del suo lavoro hanno parlato Rai e riviste di prestigio. Da lei si sono servite future spose russe, cinesi, giapponesi, oltre che italiane. Miriana accoglie le sue clienti, cerca di coglierne le aspirazioni, propone un primo disegno e poi un secondo sino a centrare il desiderio. Fa anche di più.

Il giorno del matrimonio va personalmente ad aiutare la sposa nella vestizione. "Il momento – precisa – è importante e non si può lasciare solo alla mamma o alla sorella della sposa, che sono troppo emozionate. Occorre uno sguardo distaccato". Quanto tempo per preparare un abito? "Quasi un anno, tenendo presenti tutte le tappe". Tra i premi ricevuti ricorda quello di Capri per gli stilisti emergenti. E poi, da già studentessa di Scienze della Comunicazione, lo spazio tv riservatole da Barbara D’Urso. E dopo due anni di pandemia, è tempo di nuovo vigore.

Adolfo Leoni

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