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23 mar 2022

Palariviera, adesso ci sono spiragli per la riapertura

Il multisala di via Aldo Moro potrebbe presto essere dato in gestione alla Sogeci, già attiva a Colonnella

23 mar 2022
Il Palariviera
Il Palariviera
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Il Palariviera
Il Palariviera
Il Palariviera

È uno spiraglio di ripartenza, quello che Fausto Calabresi sta provando ad aprire per il Palariviera. Il multisala di via Aldo Moro potrebbe presto essere dato in gestione alla So.Ge.Ci., società che già si occupa del Cineplex Arcobaleno di Colonnella: prima, però, sarà necessario fare aggiustamenti all’interno della struttura, per consentire un rilancio delle proiezioni a regola d’arte. È quanto emerge dalla riunione del consiglio d’amministrazione della Palacongressi, convocato per decidere il futuro della struttura dopo l’addio di Madison. La società romana, che avrebbe dovuto riaprire i battenti del cinema ad inizio marzo, ha deciso di risolvere il contratto di gestione dopo 35 giorni di chiusura dovuta alla carenza di incassi e alle restrizioni imposte dal governo. Restrizioni che tra aprile e maggio dovrebbero essere progressivamente annullate, e quindi i tempi sarebbero maturi per studiare la riapertura delle sale. Prima che ciò avvenga Calabresi ha intenzione di mettere mano al complesso, riammodernando l’impianto di riscaldamento e climatizzazione, le poltrone, molte delle quali consunte, nonché le macchine di proiezione, adeguatamente sostituite con apparecchi più recenti. L’obiettivo è riaprire il multisala quanto prima: un multisala che si compone di sette sale per la proiezione, per una capienza totale di 1.166 posti, più una sala auditorium che può contenere fino a mille spettatori. Parliamo dunque di una struttura che, se non opportunamente utilizzata, può facilmente trasformarsi in una cattedrale nel deserto. Peraltro, con la fuoriuscita di Madison, è anche sfumato il maxi progetto di efficientamento energetico da 1,5 milioni, con il quale il comune di San Benedetto avrebbe potuto richiedere fino a 650mila euro dal Pnrr.

Il problema è che tale iniziativa sarebbe stata possibile solo dopo aver costituito un’associazione temporanea d’imprese che avrebbe coperto la restante parte dell’investimento, vale a dire 900mila euro. Nel frattempo, la Palacongressi avrebbe intenzione di chiudere la disputa aperta anni fa con l’amministrazione riguardo le modifiche al piano economico finanziario (pef) della struttura. La soluzione individuata, ad oggi, sarebbe un prolungamento degli anni di gestione della struttura, per fare in modo che il privato possa ammortizzare gli investimenti fatti negli anni passati e che si appresta, oggi, a mettere sul piatto. Se non si dovesse arrivare ad una soluzione di questo genere, la diatriba verrebbe risolta tramite lodo arbitrale: in quel caso, la Palacongressi chiederebbe la risoluzione in danno del contratto e, contestualmente, un risarcimento di oltre 3 milioni.

Giuseppe Di Marco

© Riproduzione riservata

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