Anzola, 8 aprile 2021 - "Era irriconoscibile, non mi sembrava più lui. È stato un fulmine a ciel sereno". Sono queste le parole che avrebbe detto ai soccorritori e agli investigatori C. B., insegnante, la moglie di Marco Masetti, l’uomo che l’altro giorno ha ferito la moglie e poi si è tolto la vita. Masetti, ingegnere informatico che da poco tempo aveva cambiato lavoro ed era alle dipendenze di un’azienda del posto, per cui lavorava in smart working a causa della pandemia, viene descritto da chi lo conosceva come una persona introversa e un po’ ansiosa, diffidente verso il prossimo, anche se non certo ’patologica’.

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Semplicemente un carattere ombroso, cosa che ora sta rendendo complicato per gli inquirenti rintracciare amici o colleghi che gli fossero sufficientemente vicini da potere magari aiutare a spiegare il suo comportamento. Nulla infatti, nell’ingegnere, aveva mai fatto presagire un gesto del genere. Né risulta che l’uomo avesse mai avuto atteggiamenti violenti con la moglie o con altri.

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Martedì mattina la tragedia: per cause al vaglio degli inquirenti – la moglie, tuttora sotto choc, non ha saputo o potuto dare indicazioni a riguardo, per il momento – è scoppiata la lite tra i coniugi, entrambi quarantenni. L’uomo, nonostante in casa fossero presenti i figli di 3 e 7 anni, ha aggredito la donna in bagno, ferendola al collo e alle mani con un coltello da cucina. Lei è poi riuscita a divincolarsi e fuggire sulle scale chiedendo aiuto, mentre lui gettava la lama dalla una finestra e si chiudeva in cucina. Dove ha infine afferrato un altro coltello, con cui si è ferito a morte. La donna avrebbe riferito alcune parole dette dal marito mentre brandiva il coltello: "Vedrai che sarà un bene per tutti noi".

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I carabinieri hanno sequestrato il pc e il cellulare di Masetti e li esamineranno per scoprire se in questi dispositivi possano trovarsi indizi sul movente dell’aggressione. Gli inquirenti inoltre nelle prossime ore sentiranno diverse persone vicine alla coppia e, nei prossimi giorni, riparleranno con la moglie. Non intendono trascurare alcuna ipotesi.

L’appartamento dei coniugi è ora sotto sequestro e mamma e figlioletti si sono trasferiti da alcuni parenti. Stando a quanto rivelato dai vicini dei coniugi, mai prima di martedì si erano verificate liti tra loro, né risultano segnalazioni alle forze dell’ordine per episodi di violenza. Neppure i servizi sociali del Comune si erano mai occupati di questo nucleo familiare. Insomma, all’apparenza tutto lascia pensare a una famiglia come tante: i coniugi si vedevano assieme ai figli nel cortile della palazzina e nei giardinetti di piazza 4 Novembre, dove ci sono giochi per bambini, di fronte alla gelateria.

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La coppia abita nella palazzina di via Zucchini da anni e di recente aveva comprato l’appartamento attiguo per allargarsi. Un vicino aveva visto Masetti la mattina prima dell’aggressione e gli era parso tranquillo. Poi però qualcosa deve essere scattato nella mente dell’uomo, scatenando il raptus di follia. Forse è passata inosservata qualche anomalia nel suo comportamento, complici magari le restrizioni che da un anno condizionano la vita di tutti e che, in persone fragili, possono causare un ulteriore stress.