Bologna, 7 aprile 2021 - Qualcuno l’ha sentita urlare. Altri l’hanno vista correre per le scale e sulla strada, mani e volto insanguinati. Altri avrebbero sentito le grida di lui, prima che si sigillasse in cucina per farla finita per sempre. Scene strazianti, flashback difficili da cancellare nella mente dei loro due bimbi di 4 e 7 anni, presenti durante quegli ultimi istanti di follia che ancora non conoscono perché. Ma un finale, terrificante, sì: Marco Masetti, 40 anni, morto suicida, la moglie C.B., finita al Maggiore per ferite lievi al volto e in stato confusionale.

Il racconto La moglie aggredita: "Mio marito con il coltello, non era più lui"

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L’orrore. Anzola Emilia, via Zucchini, la palazzina color crema al civico 12 è in fase di ristrutturazione. Fuori non passa anima viva, fa freddo e piove a dirotto, la primavera sembra tornata in letargo per far spazio a una nuova variante, quella siberiana. Al resto ha pensato la zona rossa. Al primo piano vivono i Masetti, una famiglia per bene, conosciuta e ben voluta dai vicini, rispettosi, sorridenti, "si vedevano insieme nel cortile e nel parchetto a giocare con i bambini". Lei maestra, lui ingegnere, nessuno, a quanto pare, li avrebbe mai sentiti litigare. Fino a ieri, quando il destino, beffardo, ha mostrato d’improvviso quel maledetto finale.

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"Abbiamo sentito gridare aiuto, aiuto – raccontano due operai della ditta che sta effettuando il maquillage dell’esterno della struttura –, poi il pianto dei bambini. Non capivamo cosa stesse succedendo". Uno di loro aggiunge un dettaglio atroce: un coltello, sporco di sangue, gettato fuori dalla finestra del bagno dell’abitazione, proprio a pochi centimetri da dove stavano lavorando.

"Lì, lì – indica con la mano l’operaio di origine nordafricana – è finito sull’impalcatura". In serata tracce di sangue erano ancora ben visibili sul davanzale del bagno, laddove la pioggia non era riuscita a lavare. "Ho visto lei gridare dalla finestra – ricorda una vicina –, continuava a dire mi accoltella, mi accoltella . Sono corsa verso casa, l’ho incontrata sull’androne delle scale, era sconvolta, con la faccia tutta sanguinante. Poi è fuggita lungo la via dove è stata soccorsa una prima volta".

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La dinamica. Le 10.45: al centralino di Arma e 118 sono già arrivate le prime chiamate, in pochi minuti i carabinieri di Anzola e Borgo Panigale sono in via Zucchini, con loro due ambulanze. Seguiranno i colleghi della Scientifica e del nucleo Investigativo di Bologna e la scena che si troveranno dentro quelle quattro mura è da brividi: a terra in cucina, c’è Marco Masetti, il coltello in mano, vicino al collo. "Respirava ancora", ricorda un inquirente. Ma il disperato tentativo dei sanitari di strapparlo alla morte sarà vano. In casa, in un’altra stanza, è tornata la donna, ferita ma viva. E con lei i bambini, immobili e incapaci di buttare fuori la minima sillaba. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, diretti dal magistrato di turno Elena Caruso, tra la coppia sarebbe esplosa una furiosa lite per cause ancora ignare. I due vanno verso il bagno, iniziano le spinte, spunta tra le mani del 40enne un coltello con il quale avrebbe aggredito la donna. La stessa che, dopo aver chiesto aiuto, è riuscita a fuggire in strada per poi rientrare dai bambini. Il marito, invece, dopo aver buttato il coltello dalla finestrella del bagno, si dirige verso la cucina, chiude la porta, afferra una seconda lama per poi scagliarsela addosso.

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Senza perché. I tempo si ferma per un attimo. In casa ora resta solo il silenzio, rotto solo dalle sirene dei soccorritori. "Non ci sono motivi apparenti per spiegare ciò che è accaduto", dice con un filo di voce uno di questi. "Una cosa terribile e dolorosa – lo sgomento del sindaco Giampiero Veronesi – per la quale è assolutamente necessario, con silenzio, rispettare il dolore e la riservatezza della famiglia e delle indagini. Famiglia che mai ha fatto accesso ai servizi sociali e mai ha manifestato segni di disagio". In serata la donna è stata dimessa, da ieri casa Masetti è sotto sequestro.