Bologna, 29 ottobre 2018 -  Sospesa da Forza nuova la militante Selene Ticchi, che ieri ha sfoggiaato a Predappio (FOTO), durante il corteo per l'anniversario della marcia su Roma, la maglietta con la scritta "Auschwitzland",  
La novità, con tanto di presa di distanza, arriva direttamente dalla segreteria nazionale di Forza Nuova. "La tesserata - si legge in una nota- è già stata sospesa, con effetto immediato e a tempo indeterminato, da ogni attività del movimento politico Forza Nuova".

Con questo provvedimento, "Forza Nuova prende decisamente le distanze da quanto mostrato dalla signora e la diffida dal rilasciare qualsiasi dichiarazione a nome e per conto del movimento stesso, il quale nulla ha a che vedere con le espressioni da lei adottate e con quanto la stessa ha dichiarato, ed eventualmente potrà dichiarare, alla stampa", è la chiosa.

MAGLIETTA CHOC - "I compagni non sono venuti, ma dovevano trovare qualcosa e hanno trovato questa", ha detto la Ticchi al nostro giornale. Una maglia nera con la scritta in caratteri disneyani ‘Auschiwtzland’ e la sagoma del campo di Auschwitz-Birkenau sullo sfondo. E a questa aveva abbinato una croce celtica al collo, una sul berretto e la fascia tricolore al braccio. Una mise che è arrivata dritta in parlamento, con l’interrogazione al ministro Salvini del senatore di Leu Francesco Laforgia. "L’apologia del Fascismo nell’ordinamento giuridico italiano, è un reato. Chiedo al Ministro se intende applicare questa legge, se condivide il paragone di un campo di sterminio ad un parco giochi e quali misure intenda promuovere al fine di evitare il ripetersi di simili episodi", ha scritto Laforgia, mentre sul web piovevano durissime bordate e critiche di cittadini alla Ticchi.

LEGGI ANCHE Marcia su  Roma, duemila in corteo

«È stato un puro caso – ha detto Ticchi al Carlino –. La maglietta con la scritta ‘Molti nemici molto onore’ mi stava stretta. Quell’altra, ‘Meglio morire in piedi che una vita in ginocchio’ aveva un buco, così alle 5,30 del mattino ho preso quella che ho trovato appena sotto, nel cassetto». Proprio quella di Auschwitzland, un idioma citato anche nel ’99 dal professore dell’Università di Bristol Tim Cole nel suo Selling the Holocaust, dove indaga l’immagine dell’Olocausto sul finire del ’900.

PREDA_34616108_133324

Per Ticchi, invece, Auschwitzland è «un’immagine che gira su Facebook e la maglietta mi è stata regalata da un amico un anno fa, dicendomi “ti ho preso una cosa di humour nero”. Ci ho girato mezza Italia, ma nessuno mi ha mai detto niente». Ticchi tira dritto, «magliette nere normali non ne ho», «eravamo tra di noi», «i problemi dell’Italia sono altri», «chiedo scusa al segretario nazionale Fiore se gli sto causando dei problemi». «Posso chiedere scusa, ma fino a un certo punto: c’è sempre l’articolo 21 della Costituzione. Poi non deve più succedere, l’Olocausto, come i 20 milioni di morti in Russia. L’avessi messa il 25 aprile capirei...». No, era il 28 ottobre.