Predappio (Forlì), 28 ottobre 2018 - 'Auschwtzland', come se il famigerato campo di concentramento nazista fosse un parco dei divertimenti: è questa parola, scritta su una maglietta, che ha acceso la giornata di Predappio, dove a distanza di poche ore sono stati ricordati i 96 anni della marcia su Roma (con cui Benito Mussolini prese il potere) e i 74 anni della liberazione del paese dal nazifascismo.

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Selene Ticchi con la maglietta incriminata

La foto in questione è stata scattata a Selene Ticchi, militante di Forza Nuova già candidato sindaco di Budrio in provincia di Bologna (la lista si chiamava Aurora Italiana). Contro di lei si è scagliato il presidente dell'Anpi Forlì-Cesena Miro Gori, pur senza nominarla ("una signora bene in carne"): "Quella maglietta è vergognosa, bisogna intervenire contro questo scempio. Vedere quella foto mi fa ribollire dentro". 

Il vicepresidente nazionale dell'Anpi Emilio Ricci ha rincarato la dose, dal palco del teatro di Predappio sede della manifestazione: "Qualora vi fossero state delle violazioni del diritto vanno perseguite. Chi ha il dovere di vigilare deve farlo. Serve un segnale". E dà appuntamento all'anno prossimo: "Questa giornata sarà una battaglia per i prossimi anni, diventerà la nostra lotta contro questa gentaglia che non sa di cosa parla, non gli lasceremo spazio". 

In 1.500 - 2.000 sono arrivati a Predappio (secondo la Questura) per il corteo che commemora la Marcia su Roma. Gli organizzatori parlano di 5mila persone. Decine i pullman arrivati a Predappio. Era attesa la pioggia, ma solo una lieve pioggerella ha bagnato di tanto in tanto i manifestanti. 

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Il corteo, sorvegliato dalle forze dell'ordine, si è snodato lungo la strada provinciale del Rabbi, dal centro di Predappio al cimitero di San Cassiano dove è sepolto Benito Mussolini: quasi tutti con felpe nere, una partecipazione variegata, dai giovani agli anziani, anche qualche famiglia con i bambini. I più giovani non hanno resistito a farsi fotografare, a gruppetti, durante il gesto del saluto romano. Lungo il percorso più volte è salito il coro "duce duce" e anche l'inno di Mameli. Dentro il cimitero, poco dopo le 11, i presenti hanno rivolto il saluto romano all'invocazione del nome Benito Mussolini. Una nipote, Silvia Negri, ha raccomandato massimo silenzio all'interno della cripta (riaperta proprio sabato dopo i lavori). Verso le 12 il corteo è ritornato in ordine sparso verso il centro di Predappio. 

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Nel pomeriggio  la manifestazione dell'Anpi per l'altra data da ricordare: il 28 ottobre infatti sono anche esattamente 74 anni dalla liberazione di Predappio dalle truppe nazifasciste.

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