Il dispenser con l'acqua santa
Il dispenser con l'acqua santa

Bologna, 8 dicembre 2020 - Il dispenser è posto all’ingresso della chiesa ed eroga direttamente l’acqua santa, così da evitare di dover intingere le mani e non rispettare le condizioni igienico-sanitarie. Un’idea che ha conquistato i fedeli, o semplicemente colpito gli altri. Un marchingegno tecnologico con tanto di scritta e crocifisso disegnati sopra, che ha fatto la propria comparsa in alcuni luoghi di culto della città: su tutti, al santuario della Madonna di San Luca e alla basilica di San Martino. E proprio nella chiesa tra via Oberdan e via Marsala, il dispenser la fa da protagonista.

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L’idea, di per sé, è geniale: consente di bagnarsi le mani semplicemente avvicinandole all’erogatore, senza il minimo contatto, con una lucetta che indica il livello di riempimento e diventa rossa quando si è vicini all’esaurimento del liquido. Alle 16 aprono le porte in piazzetta San Martino e una ragazza, appena entrata, si avvicina al distributore: un paio di secondi e l’acqua santa comincia a uscire. Nessun rischio per la salute, nessuna fila, nessun mancato rispetto delle normative anti contagio.

A spiegare l’arrivo del dispenser è direttamente padre Michelle, per tutti ‘don Cielo’, parroco della basilica di San Martino: "E’ stato portato da un benefattore che ha voluto farci un regalo - racconta -. Ce l’ha lasciato in custodia con la volontà di testarlo e metterlo a disposizione della comunità, valutando nel corso dei giorni il riscontro da parte dei fedeli. Non ci ha chiesto niente e lo stesso è successo a San Luca". Un dono, dunque, che in periodo di pandemia risulta davvero ben voluto e ancor più fondamentale. Su Facebook, in particolare nel gruppo ‘Lo spettro della bolognesità - Il blog bar della Bologna che invecchia’, impazzano i commenti al riguardo: c’è chi apprezza l’invenzione, chi la trova un po’ troppo moderna per i canoni cattolici, chi non se l’aspettava proprio.

"L’ho visto a San Luca" spiega qualcuno; "C’è anche in San Martino", aggiunge un altro. L’idea ha avuto il plebiscito della maggior parte dei praticanti che, di fronte alle restrizioni legate al Covid, temevano di vedere stravolti i riti e le tradizioni delle funzioni religiose. "Noi non abbiamo fatto nulla, ma solo accettato questo omaggio - continua don Cielo -. Tutti lo hanno apprezzato e quindi, se continuassero a lasciarcelo in custodia, ne saremmo davvero felici". Passa qualche secondo e un’altra signora entra in chiesa, subito diretta verso il dispenser per la benedizione. Tecnologia e fede contro il virus e la pandemia.