Bologna, 12 agosto 2018 - "È imbarazzante dover riaprire il dibattito sulle infrastrutture in un’occasione così tragica. Anche perché non c’è molto da dire, sarebbe arrivato il momento di fare. Il nodo bolognese ha una dotazione infrastrutturale inadeguata da anni, ora bisogna realizzare le soluzioni". Rita Ghedini, numero uno di Legacoop, prende tutti i giorni la tangenziale ("A volte da San Lazzaro alla Fiera ci si mette un’ora e 40 minuti, non è normale") quindi il dibattito sulle grandi opere riemerso dopo l’incidente (VIDEO) di lunedì in autostrada la riguarda in una doppia veste.
Anche secondo le coop la soluzione migliore resta il Passante nord?
"Non sono le organizzazioni a decidere. Ci sono le amministrazioni che hanno scelto un’altra soluzione che per ragioni tecniche è stata ritenuta migliore. Adesso il tema sarebbe solo quello dei tempi. In autostrada è accaduta una cosa terribile che per l’ennesima volta ha ricordato il rilievo di questo nodo autostradale".

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Il governo, però, sembra disponibile a intervenire solo con la terza corsia dinamica. Le sembra una buona soluzione?
"Non sono un tecnico, ci sono fiori di ingegneri e tecnici della mobiltà più adatti a rispondere. Dico solo che percorro la tangenziale tutti i giorni e sono terrorizzata dall’idea di trovarmi altri mezzi in coda. Restare imbottigliata è la normalità, a volte da San Lazzaro alla Fiera ci si impiega un’ora e 40 minuti. Non credo che sia una situazione normale".
Confida che il governo gialloverde cambi opinione?
"Come tutte le nuove maggioranze anche questa si sta esercitando nel demolire quello che è stato fatto prima. Dalle infrastruttre alle periferie. Non sono i primi e non saranno gli ultimi, è una pessima abitudine italiana. È chiaro che un intervento infrastrutturale volto ad allegerire la viabilità bolognese non sarebbe la soluzione a tutti i problemi della mobilità, ma intanto sarebbe un primo passo".
Insomma il dibattito non la entusiasma.
"Se la discussione è infrastrutture viarie contro sistemi di mobilità alternativa è una disquisizione ideologica francamente surreale. Qui il problema è cominciare a realizzare e uscire dalla paralisi. Il nodo bolognese non è un problema locale, ma è una questione nazionale. Noi non possiamo permetterci di rimanere fermi".

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Quindi ripartire daccapo sarebbe una follia?
"È stata fatta una scelta e la si deve portare avanti. È davvero pazzesco dover sempre tornare indietro su decisione già prese".

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