Bologna, 28 ottobre 2020 - “Tu ci chiudi, tu ci paghi”. Non c’è interpretazione al coro che si alza da Piazza Maggiore, a Bologna, dove dalle 10.30 oltre 500 persone si sono unite sul Crescentone per sfilare in corteo pacificamente per protestare nei confronti del Governo e delle chiusure e limitazioni imposte a vari settori dal nuovo Dpcm fino al 24 novembre.

La manifestazione è organizzata  dai gestori dei pubblici esercizi coordinati dalla Fipe-Confcommercio,  qui come in altre 18 città italiane per ricordare "il valore economico e sociale del settore e chiedere alla politica un aiuto per non morire". 

Approfondimento Dl ristori, indennizzi entro il 15 novembre

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“L’urlo di questa piazza è L’urlo di tutti” così il capofila del corteo Giovanni Favia, ristoratore titolare del Va mo la ed ex consigliere regionale del Movimento 5 Stelle alla guida degli 'Esercenti resistenti'.

Un tutti riuniti ai piedi di Palazzo d’Accursio per chiedere dignità e libertà. Manifestano i rappresentanti di diverse categorie economiche, dal cinema al teatro, dai ristoranti ai bar, dai tassisti agli allestitori delle fiere fino alle palestre.

Presenti anche esponenti di Forza Nuova e del mondo ultrà, Digos e forze dell'ordine hanno presidiato Piazza Maggiore e Piazza del Nettuno.

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"Politicanti inadeguati stanno distruggendo il nostro futuro - ha continuato Favia al megafono - il Governo ci chiude? Il Governo deve pagare. La prima preoccupazione è per i miei dipendenti: la cassa integrazione è da fame, ancora meno del reddito di cittadinanza. Non siamo criminali che spaccano le vetrine, chiediamo solo di potere lavorare".

Fipe-Confcommercio, sul Crescentone all'ombra di San Petronio, ha steso tovaglie bianche, apparecchiando 'tavoli' con piatti e bicchieri per un sit-in. "Il commercio e il turismo sono stati colpiti pesantemente dagli effetti del virus - ha commentato il presidente di Confcommercio Ascom Bologna Enrico Postacchini - ma hanno fatto di tutto per lavorare in sicurezza. E sono qui per chiedere di potere continuare a farlo. Gli orari delle città devono essere riorganizzati".

"Abbiamo ristoranti e botteghe sicure - ha concluso Vincenzo Vottero, presidente dei ristoratori di Fipe di Confcommercio Ascom Bologna - vogliamo spiegazioni".

Come Regione Emilia Romagna "faremo qualcosa anche noi per venire incontro a coloro che sono tra i più colpiti", aveva assicurato questa mattina il Governatore, Stefano Bonaccini, ospite in tv a Mattino Cinque. 

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