Bologna, 9 ottobre 2019 - Tutto fermo alla Staveco. A oggi, non sono visibili all’orizzonte né la Cittadella giudiziaria, che ospiterebbe raggruppando tutti gli uffici della città, né il nuovo e capiente parcheggio, che triplicherebbe i posti, ma che è ancora al palo a causa del lungo ring a tre: Demanio-Comune-Soprintendenza. La campana, almeno ufficialmente e a chiare lettere, non è stata ancora suonata. Un ritardo, un pasticcio al quale si sta però faticosamente cercando di porre rimedio. Per entrambe le partite, delicate, sono in agenda infatti alcuni passaggi fondamentali. Dove nuova burocrazia ci mette, di nuovo, del suo.

LA CITTADELLA
Sulla riqualificazione di un terzo dell’enorme area di proprietà del Demanio, la porzione individuata per ospitare il raggruppamento degli uffici giudiziari cittadini, c’è già un cronoprogramma di massima: per arrivare a dama, quindi per avere almeno buona parte della Cittadella, ci vorranno almeno sette-otto anni, l’orizzonte è sul 2025-2026. Il Demanio conferma, ma informa anche dell’avvenuta assegnazione di un’ulteriore indagine ambientale e archeologica sull’area, già espletata nel 2007. Ma ce ne vuole un’altra, perché la legislazione è cambiata e serve il cosiddetto processo ‘Bim’ per interventi superiori ai 50 milioni di euro, ovvero una scheda completa di tutte le caratteristiche dell’area.

E quindi da quest’autunno fino a maggio 2020, la Politecnica Rtp di Modena (scelta con una gara europea, importo 466mila euro) verificherà la vulnerabilità sismica dei fabbricati, cercherà fattori inquinanti e farà pure un’indagine archeologica, oltre che sulla vegetazione. Soltanto dopo, quindi anno prossimo inoltrato, si potrà procedere con il bando per la progettazione della Cittadella. «Le tempistiche sono disarmanti – sottolinea l’avvocato Giovanni Berti Arnoaldi Veli, presidente dell’Ordine bolognese che decadrà ufficialmente oggi, ma che ha seguito la partita della Cittadella da vicino –. Noi auspichiamo che ci sia un’accelerata, si è perso troppo tempo. Quella di anticipare il bando per la progettazione, per esempio, magari facendolo partire con l’indagine ambientale ancora in corso, potrebbe essere una buona idea. Per noi – conclude – anche il resto dell’area Staveco andrebbe riqualificata, per il bene della città».

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IL NUOVO PARCHEGGIO
Più intricato, se possibile, il nodo sul nuovo parcheggio. Pare però che ora la Soprintendenza sia ben disposta, e il Demanio vedrà il Comune. «L’uso del parcheggio – si legge nella nota – sarà possibile fin quando lo consentiranno le tempistiche relative al progetto di rifunzionalizzazione dell’intera area. In merito all’ampliamento, l’Agenzia si è già espressa positivamente con le prescrizioni dettate dalla locale Soprintendenza. L’istruttoria va avanti ed è previsto un incontro con il Comune il prossimo 15 ottobre». Insomma, il Demanio dice che si può andare avanti, dal Comune però, ultimamente, segnali di passi avanti ne sono arrivati pochi. Al summit di martedì prossimo il compito di fare luce sullo stallo.