West Nile, disinfestazione (foto Newpress)
West Nile, disinfestazione (foto Newpress)

Bologna, 11 ottobre 2018 - Nonostante l'epidemia di West Nile (ormai superata) che ha colpito le province dell'Emilia Romagna in estate, i numeri delle zanzare quest'anno a Bologna "sono in linea" con la serie storica. Quindi, non è stato rilevato un aumento degli esemplari. E per l'anno prossimo "ci attendiamo una minor circolazione del virus West Nile", perché in genere dopo un'epidemia l'anno seguente "c'è un forte decremento", dovuto anche a una maggior immunità al virus negli uccelli. "Ma questo non cambia nulla nel piano di prevenzione". Parola di Romeo Bellini, esperto del Centro agricoltura e ambiente di Crevalcore, intervenuto questa mattina in commissione Sanità del Comune di Bologna.

3 - Gazze e corvi sono i veri portatori del virus

L'EPIDEMIA - Stando agli ultimi dati, i morti accertati per il virus in Emilia Romagna sono 21 (1 in provincia di Piacenza, 4 a Modena, 3 a Bologna, 10 a Ferrara, 3 a Ravenna); quasi un centinaio le forme neuro-invasive (2 a Piacenza, 1 a Parma, 3 a Reggio Emilia, 22 a Modena, 40 a Bologna, 13 a Ferrara, 12 a Ravenna, 2 a Forlì). 

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LA DISINFESTAZIONE A BOLOGNA - Marco Farina, responsabile dell'ufficio Salute e tutela ambientale di Palazzo D'Accursio, ammette: "Ci sono ampi spazi di miglioramento sui privati, cittadini e imprese, dobbiamo potenziare la comunicazione, perché per difendere le fasce deboli della popolazione, come anziani e bambini, non serve concentrarsi solo sulle scuole, dove già facciamo 10 cicli di trattamento, o sui centri anziani. Tutta la città deve fare un salto di qualità". In questo senso, afferma il dirigente del Comune, "nel 2019 avremo nuove risorse per potenziare l'attività"

LA MALATTIA - Per quanto riguarda la West Nile, spiega l'epidemiologo Davide Resi dell'Ausl di Bologna, "quest'anno abbiamo registrato un maggiore circolazione del virus nell'uomo, ma il sistema ha funzionato bene e abbiamo ridotto i danni con la normale attività ordinaria. Non c'è stato bisogno di azioni straordinarie". Come previsto dal piano regionale, è attivo "un sistema di monitoraggio delle zanzare, grazie a una rete di trappole sparse sul territorio, che ci permette di capire quando diventano infette con anticipo rispetto al rischio per l'uomo".

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Tra l'altro, continua Resi, sempre sul fronte West Nile, "non c'è alcun pericolo a scuola, perché il virus è trasmesso dalla zanzara comune che è attiva solo di notte". La zanzara tigre, invece, "al momento rappresenta solo un fastidio e non un problema sanitario". I virus che trasmette, come dengue, zika e chikungunya, vengono infatti dal sud est asiatico e, in genere, "i turisti che si ammalano portano queste malattie quando sul nostro territorio è inverno o primavera- rimarca l'epidemiologo dell'Ausl- ovvero quando le zanzare sono dormienti". Di conseguenza, il rischio di epidemia è molto basso.

Quest'anno a Bologna ci sono stati tre casi di dengue provenienti dalle Maldive, tutti prima di Pasqua. La zanzara tigre, ricorda a sua volta Bellini, "per fortuna non punge gli uccelli, quindi non c'entra con la trasmissione del virus west nile", che invece viene diffuso dalla zanzara comune, la quale punge sia volatili (portatori della malattia) che mammiferi, facendo da ponte.

Cos'è

LOTTA ALLE ZANZARE - Dal 2008, l'anno dopo l'epidemia di chikungunya a Ravenna, la Regione ha disposto ogni anno circa 2.700 ovitrappoole per zanzara tigre da Piacenza a Rimini. Dal 2017 sono state ridotte a 750, solo nei capoluoghi. Ogni due settimane, per 22 settimane all'anno, le uova vengono raccolte e analizzate per tenere monitorate eventuali infezioni. La soglia di rischio epidemiologico, in teoria, è al di sotto delle 150-200 uova deposte ogni due settimane, ma "da maggio a ottobre in Emilia-Romagna siamo costantemente al di sopra. Quindi il rischio c'è- segnala Bellini- ma vedo difficilmente attuabile un piano di lotta alla zanzara migliore di quello attuale. Sicuramente si può migliorare la comunicazione, anche se capisco la prudenza
per via del turismo".