Si è chiusa ieri la tre giorni del clero, una serie di incontri e di riflessioni che tradizionalmente anticipano l’inizio dell’anno pastorale. Nel ridisegnare la diocesi, il cardinale Matteo Zuppi ha chiesto ai sacerdoti di mettersi in rete per fare in modo che parrocchie vicine possano collaborare tra di loro e quelle più piccole possano rimanere vive grazie a queste relazioni. "La comunione tra noi preti è fondamentale – ha ribadito più...

Si è chiusa ieri la tre giorni del clero, una serie di incontri e di riflessioni che tradizionalmente anticipano l’inizio dell’anno pastorale. Nel ridisegnare la diocesi, il cardinale Matteo Zuppi ha chiesto ai sacerdoti di mettersi in rete per fare in modo che parrocchie vicine possano collaborare tra di loro e quelle più piccole possano rimanere vive grazie a queste relazioni. "La comunione tra noi preti è fondamentale – ha ribadito più volte l’arcivescovo – a maggior ragione in un momento di difficoltà come questo". Ieri, invece, la mattinata si è aperta con un incontro dal tema ‘Comunicazione digitale e sfide per la pastorale’, che ha avuto come relatore don Luca Peyron, direttore della pastorale universitaria del Piemonte, e del Servizio diocesano per l’Apostolato digitale. Durante le settimane di chiusura per il Covid, la Chiesa grazie alle tecnologie digitali è riuscita a rimanere in contatto con i fedeli ed è riuscita a trasmettere a tutti i suoi messaggi di speranza, ma si trattava di una situazione legata all’emergenza: la relazione umana resta la via privilegiata per trasmettere il Vangelo. "Prendiamo ad esempio la carità – ha continuato Zuppi – la Chiesa non è una onlus che si interessa ai poveri per una questione esclusivamente umanitaria. Noi ci interessiamo a loro perché sono nostri fratelli che stanno vivendo una difficoltà. A volte ci accusano dicendo che il nostro aiuto è un semplice assistenzialismo, ma non è così perché c’è l’incontro con loro e l’ascolto è il primo passo per provare a farsi carico dei loro problemi".

Infine, nelle sue conclusioni Zuppi ha anche toccato la questione delicata degli abusi, un tema che non riguarda direttamente la Chiesa di Bologna, la quale però deve fare i conti con il clima generale che aleggia sulla questione. "Mi sembra sia giusto stabilire un equilibrio tra il minimizzare sempre tutto e il giustizialismo sfrenato. Un prete non può pensare di non poter stringere la mano a un bambino per paura di essere accusato ingiustamente. E’ un tema delicato e serve equilibrio". L’anno pastorale si aprirà il 4 ottobre in cattedrale, quando ai festeggiamenti per il patrono San Petronio si aggiungeranno quelli per la beatificazione di Padre Marella.

Massimo Selleri