Un'immagine pubblicitaria de La Perla
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Bologna, 12 aprile 2019 - A parole, c’è stata la rassicurazione. «La Perla non si muove da Bologna» l’istantanea che è arrivata da Sapinda Holding e dal Ceo Pascal Perrier, interrogati dai sindacati sul futuro di La Perla. Sul destino dell’azienda di moda bolognese si sono rincorse diverse voci dopo l’uscita di scena di Silvio Scaglia: l’ultima è quella relativa alla possibilità di un trasferimento in blocco degli uffici amministrazione, commerciale e marketing dalle Due Torri (e da Milano) a Londra, con una robusta sforbiciata al personale: 80 posti da tagliare. Un’ipotesi, quella di un progressivo allontanamento da Bologna, che ha messo in allarme i sindacati di categoria.

Tanto che Filctem-Cgil, Femca-Cisl e Uiltec-Uil si sono subito messi in contatto con l’azienda per chiedere chiarimenti. «Nessuna intenzione di spostare uffici all’estero» la risposta. Intenzione che Perrier ha ribadito più volte, a partire dal suo insediamento lo scorso agosto. «Bologna è al centro delle strategie» ha spesso ripetuto il manager.

Aspettando il piano industriale. Che, dopo una lunga attesa, diventerà realtà: il management di La Perla lo presenterà ai sindacati, in via Mattei, il prossimo 8 maggio. Quando saranno chiare le strategie di Sapinda.

Il fondo olandese che fa capo al discusso finanziere Lars Windhorst ha rilevato l’azienda nel febbraio del 2018, affidando le redini a Perrier sei mesi più tardi. Il piano industriale – finora erano emerse solo alcune indicazioni di massima – arriva a oltre un anno di distanza dall’acquisizione a quasi nove mesi dalla nomina del Ceo. «Abbiamo chiesto al management di La Perla un chiarimento sulle prospettive – spiega Roberto Guarinoni (Filctem) – ottenendo rassicurazioni sulla volontà di non spostare da Bologna uffici e funzioni, perché il Made in Italy è un punto di forza. Presto parleremo del piano industriale: capiremo come intende muoversi l’azienda». Smentita pure l’ipotesi una chiusura dello spaccio di via Mattei. «Se siamo preoccupati? Da oltre un anno – ragiona Rossana Carra (Femca) – attendiamo di conoscere nel dettaglio la strategia per La Perla. Ci aspettiamo che tra poche settimane venga fatta chiarezza...».

L’8 maggio si giocherà a carte scoperte. E resta la questione occupazionale: Perrier dovrà spiegare se esiste un problema di sostenibilità economica e se è concreta o meno la prospettiva di una riduzione dei livelli occupazionali. Che, ovviamente, i sindacati chiederebbero di gestire in maniera ‘conservativa’ e non traumatica anche se, fino all’agosto del 2020, non sarà possibile attivare ulteriori ammortizzatori sociali. Sapinda e Perrier dovranno uscire allo scoperto: il tempo delle ipotesi è ormai finito.