Bologna, 12 ottobre 2018 - Ha coniato un hashtag per raccontare ai suoi follower, sempre più numerosi, la sua avventura a X Factor 2018. #LeoToTheMoon, una sorta di mantra porta fortuna verso la realizzazione di un sogno. Ora saranno solo gli Home Visit a dirci se tra i concorrenti della 12esima edizione del talent di Sky ci sarà anche il bolognese Leonardo Parmeggiani.

19 anni, un diploma al liceo linguistico Laura Bassi, una chitarra a tracolla e quella faccia pulita di chi, nelle cose che fa, ci mette l’anima: è stato così che, alle audition, è riuscito a conquistare tutti, pubblico e giudici. Sul palco in questa prima occasione aveva portato ‘Fly me to the moon’ di Frank Sinatra: “Un pezzo quasi antico, che hai resuscitato”, era stato il commento di Manuel Agnelli, colpito dalla sua attitudine, semplice e fresca, e dalla sua voce, dolce e graffiata allo stesso tempo. “È forte, li mortacci!” si era invece lasciata scappare fuori campo Mara Maionchi, senza sapere, in questa prima puntata, che sarebbe stata lei il suo giudice, alla guida della categoria under uomini.

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Ieri sera ai Bootcamp Leonardo Parmeggiani ha affrontato nuovamente pubblico e giuria portando la sua personale versione di “Stay”, un brano melodico del cantautore americano Post Malone. Sul palco ha lasciato trapelare qualche incertezza in più, rispetto alla sua prima esibizione: ma l’emozione fa parte di quell’approccio sincero alla musica con cui questo giovanissimo cantautore della provincia bolognese (vive in Valsamoggia, a Monteveglio) riesce a suscitare empatia.

Resta poi il fatto che ha un timbro vocale unico, lo hanno detto anche i giudici: caratteristica, questa, che lo rende immediatamente riconoscibile fra tutti gli altri concorrenti. Così, anche nella puntata andata in onda ieri sera, “Leo to the moon” ha superato la prova, conquistandosi una delle cinque sedie disponibili sul palco.

Ancora non riesco a crederci, forse realizzerò quello che è successo questa sera una volta uscito da qua”, è stato il commento del giovane cantautore bolognese a margine della puntata. Il suo range vocale non è molto esteso, si è detto in trasmissione. “Avrebbe bisogno di qualche lezione di canto”, ha aggiunto Agnelli di fronte alle imperfezioni della sua prova. Ma Mara Maionchi, da veterana di X Factor, pare averci visto giusto scegliendo di dare una sedia a Leonardo.

Ora saranno gli Home Visit a dirci quali dei cinque under uomini finalisti saranno ammessi ufficialmente alla gara: i posti disponibili sono solo tre. Nella puntata che andrà in onda giovedì 18 ottobre Leonardo Parmeggiani dovrà giocarsi tutte le sue carte, confrontandosi prima di tutto con il rapper Anastasio e con Emanuele Bertelli, entrambi già inquadrati fra le possibili nuove stelle del talent. Poi c’è Leo Gassman, figlio dell’attore Alessandro e nipote del grande Vittorio: un cognome molto pesante sulle spalle, e una voce che ha stupito pubblico e giudici, Maionchi in primis. Lo “scontro” più diretto, giovedì prossimo, sarà forse quello con Pierfrancesco Criscitello, in arte Pjero, il concorrente artisticamente più vicino al genere portato sul palco dal Leonardo Parmeggiani.

Talent o no, il 19enne bolognese un traguardo lo ha già conquistato: prima di X Factor, infatti, non aveva esperienze di concerti dal vivo, a parte una manciata di date fra la città e la provincia. Ora c’è da scommettere che ci sarà chi guarderà con una certa attenzione ai suoi progetti musicali. A giugno è uscito sulle piattaforme digitali Mango, il suo primo ep: cinque tracce cantate in inglese, che viaggiano fra il pop d’oltreoceano e il contemporary r&b. C’è anche del folk, nella sua musica, e del “teen pop”: i primi riferimenti musicali che saltano in mente sono Ed Sheeran e Justin Bieber. Dietro al suo primo progetto discografico c’è la firma di un altro giovanissimo talento bolognese, Mr Monkey, producer noto per la collaborazione con Tredici Pietro, rapper figlio di Gianni Morandi.

“Fammi volare sulla luna, lasciami suonare fra le stelle”: l’augurio, ora, è che le parole di Frank Sinatra possano portare davvero fortuna a Leonardo Parmeggiani.