
Campanaro all’opera: ora tutti i sistemi sono automatizzati
Cesena, 8 agosto 2019 - «Quelle campane martellanti, che rintoccano ogni mezzora dalle otto della mattina alle otto di sera sono insopportabili, per me e le altre famiglie abitanti in pratica sotto il campanile, ma anche più distante. L’abbiamo fatto presente al parroco di San Bartolo don Agostino Galassi, ma lui ci ha risposto che sta ricevendo complimenti da tutti i parrocchiani per aver installato le campane elettroniche. mentre invece siamo in tanti ad essere disturbati».
A lamentarsi è una parrocchiana, fedele alla liturgia («Vado anche in chiesa a dare un mano per tenerla in ordine») che preferisce mantenere l’anonimato, ma informa di abitare in vicolo san Bartolomeo, la stradetta che costeggia la chiesa e conduce al vecchio cine-teatro da tanti anni dismesso, nel cuore del vecchio quartiere di Porta Trova, adiacente al centro storico.
«Il rumore adesso è eccessivo – continua la protesta – e così la cadenza dei rintocchi, ogni mezzora, a cui si aggiungono quelli delle messe feriali e festive. Ribadisco che non è una questione personale, in tanti non le hanno digerite: ma per chi abita ridosso della chiesa è un grosso disagio, non si vive più. Io addirittura me le sogno alla notte. Vogliamo estendere il nostro malcontento alla curia, visto che il nostro parroco non ci ascolta». Ma sentiamo l’altra... campana. «Sono venute a lamentarsi da voi delle mie parrocchiane? Ma come? –- replica don Agostino Galassi – In tanti mi hanno detto grazie per avere fatto installare le campane elettroniche che riproducono fedelmente le sonorità delle campane vere, mantenendo tutta la fisionomia e il fascino del suono tradizionale. Eravamo rimasti ormai l’ultima parrocchia in città ad avere ancora il dispositivo manuale e qualche mese fa ci siamo adeguati. Per le mezze ore il rintocco è unico, col suono mitigato, e ho scelto il dispositivo con minor impatto per quel che concerne le problematiche di inquinamento acustico».
La questione delle campane ‘rumorose’ da sempre è spinosa. Ci sono in merito precedenti addirittura legali. Nel 2009 a Cesena l’ex parroco di Villachiaviche don Marino Budellacci (deceduto nel 2013), fu chiamato a rispondere in tribunale di «disturbo all’occupazione e al riposo delle persone». Era stato accusato nel 2005 da una residente della zona, infastidita dal suono, a suo dire assillante, del campanile della chiesa. Il prete, difeso dagli avvocati Riccardo Chiesa e Roberto Iacuzzi si giustificò asserendo che il volume delle campane non si può abbassare come fosse una tivù, poiché si tratta di campane elettroniche, messe in moto da un martelletto.
Le campane, mosse da meccanismi automatici, non possono essere difatti regolate nel suono. Per limitarne gli effetti la parrocchia di Villachiaviche fece installare in passato sul campanile dei pannelli che smorzano il rumore in partenza. Secondo il tecnico dell’Arpa che fece i rilievi in loco, nonostante questi accorgimenti, le campane continuavano a superare i limiti di tollerabilità stabiliti dalla legge, ma di altro avviso fu il giudice che ha assolse il sacerdote con formula ampia. Un anno fa i rintocchi, laici stavolta, furono pietra dello scandalo a Longiano. Nel mirino finì il ‘Campanone’ civico del castello malatestiano con raccolta di firme per silenziarlo almeno nelle ore notturne. A Cesena, contro l’inquinamento acustico, è operativo il piano di classificazione acustica approvato con delibera di consiglio comunale numero 70 del 14 novembre 2013.
Per la giustizia italiana il suono delle campane è regolamentato da una sentenza della Corte di Cassazione del 1998, in virtù del quale «il rumore prodotto dal suono delle campane di una chiesa, al di fuori del collegamento con funzioni liturgiche, può dar luogo al disturbo alla quiete pubblica solo in presenza di circostanze di fatto che comportino il superamento della soglia della normale tollerabilità». Nell’Archidiocesi di Bologna è scattata una regolamentazione, che prevede il divieto dell’uso di carillon o melodie musicali. Nella diocesi di Cesena-Sarsina, da quel che si apprende, non esisterebbe un regolamento ad hoc, ci si affida al buon senso dei parroci, al rispetto della normativa sui decibel a cui si attengono i dispositivi delle campane elettroniche, e alla salvaguardia della sacra zona franca notturna.