Giorgio Lugaresi
Giorgio Lugaresi

Cesena, 14 luglio 2018 - Fallimento. La strada è questa, delineata. Lunedì il cda bianconero alle 10,30 dovrebbe essere l’ultimo di 78 anni di gloriosa storia dell’Ac Cesena. Anche se nella tarda mattinata di ieri è arrivata una nuova proposta. Una banca d’affari inglese (con ‘animo romagnolo’) con richiesta scritta ha proposto di acquistare il sodalizio, debiti compresi. Si tratterebbe di un interlocutore già spuntato in passato ma senza andare in profondità. Inglesi o meno, il vero dramma sono i tempi. Entro le 19 di lunedì per il ricorso pro-iscrizione va pagato tutto quello che non è stato fatto fino adesso e serve l’ok dell’Erario. Impresa da titani, di più. Ieri pomeriggio riunione informale tra i soci, pare che lunedì possano essere pagati gli stipendi.

AGGIORNAMENTO La società è fallita

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Presidente Lugaresi ieri ha ricevuto un’altra proposta d’acquisto?

«Sì, e molto seria, ma temo sia tardi. Comunque ci stiamo provando: senza sarebbe già finita».

Queste recenti possibilità di salvaggio potrebbero passare per frutto di fantasia: la sua.

«Assolutamente no. Avevo già avuto due offerte concrete, il problema è sempre il tempo».

Ce l’aveva: cosa ha disturbato?

«Il clima ostile intorno a noi ha spaventato chi era interessato: dalla richiesta di fallimento della Procura al sindaco che ci ha tolto lo stadio e ha iniziato a cercare una società per la D, poi i tifosi contro. Quelli non li capisco».

La società ha un mare di debiti.

«Vero, ma quando sono tornato erano già tanti e le passività ne producono altre attraverso gli interessi. Nella nostra gestione sul campo abbiamo ottenuto risultati importanti».

Nei conti no, si sta fallendo.

«Le negligenze ci sono state, ma quando parti da certe situazioni diventa difficilissimo».

Come spiega la superficialità con cui avete affrontato il piano di ristrutturazione? Eravate sicuri.

«Nessuna superficialità, abbiamo seguito dall’agosto scorso la strada che ci era stata indicata. Raggiunto l’accordo con tre banche creditrici stralciando il debito del 50%, poi con 251 piccoli creditori».

Tre bocciature dall’Erario.

«Nell’ultima occasione abbiamo proposto soluzioni migliorative ma dopo la richiesta di fallimento della Procura si sono irrigiditi, non sono entrati nel merito. Posso capire».

Quali i problemi maggiori?

«La richiesta di fallimento e l’ostilità del sindaco che ci ha tolto lo stadio per due rate non pagate. Avevamo saldato oltre un milione per l’accordo che aveva firmato con Campedelli».

Giovedì lei ha ricevuto anche la visita della Finanza.

«Sì, dalle 7,30 a mezzogiorno a casa mia, poi in sede fino alle 23. Potete capire in quali condizioni stia vivendo».

Ormai è fallimento, lunedì il cda poi i libri in tribunale.

«Ho ancora una speranza, l’offerta di ieri mattina».

Non è fantasia?

«Fantasticare non servirebbe a nulla».