Così i ’Delphinos’ fanno nuotare i disabili

L’associazione ha lo scopo di portare in acqua coloro che non riuscirebbero ad andarci in altro modo: "I loro sorrisi sono impagabili"

Così i ’Delphinos’ fanno nuotare i disabili

Così i ’Delphinos’ fanno nuotare i disabili

di Ermanno Pasolini

Da dieci anni porta in acqua a nuotare a Gatteo Mare tutte le persone diversamente abili che ne fanno richiesta e che diversamente non potrebbero realizzare il loro sogno del nuoto. Il merito è dell’associazione sportiva dilettantistica Delphinos che ha sede in piazza della Libertà nel palazzo del turismo a Gatteo Mare e la postazione ai Giardini don Guanella nella casina dedicata a Lorenzo e denominata ’Lollo house’. Artefici sono i coniugi Grazia Spalluto (presidentessa dell’associazione) e Davide Fiscella consigliere.

Fiscella, qual è il vostro compito principale?

"Portare in acqua coloro che non riuscirebbero ad andarci in altro modo con tutte le attrezzatire idonee per i diversamente abili con galleggianti, carrozzine costruite appositamente per entrare in mare e dembulatori per la spiaggia".

Quante persone seguite?

"In estate abbiamo 150 disabili di Gatteo Mare, dei paesi vicini e turisti, molti dei quali vengono qui proprio perchè con noi c’è la possibilità anche per loro, come per i normodotati, di andare in acqua".

Chi vi sostiene economicamente?

"Premesso che per le persone diversamente abili che fanno richiesta di entrare in acqua il servizio è gratuito grazie al Comune e alla nostra Delphinos. Ci sosteniamo anche con i corsi di nuoto ’Baby Rescue’".

Cosa sono?

"Riservati ai bambini e ragazzi dai 6 ai 16 anni, si tratta di corsi per imparare le tecniche di salvamento acquatico e di primo soccorso. Insegniamo a essere altruisti anche come carattere e umiltà. In mare nuotiamo tutti in linea: non c’è un primo e neppure un ultimo".

Fate anche Sky Teraphy?

"Portiamo una persona diversamente abile sulla moto in acqua dandogli così l’emozione di realizzare una cosa che non pensava di poter mai fare".

Cosa l’ha portata a fare questo lavoro, una missione che non rende guadagni astronomici?

"E’ sempre una questione d’altruismo. I soccorritori sono così: aiutare chi ha bisogno. La nostra paga più grande sono gli sguardi e i sorrisi di queste persone che realizzano sogni impossibili. Tutto questo lo abbiamo iniziato con l’ex sindaco di Gatteo Gianluca Vincenzi e lo stiamo portando avanti con l’attuale Amministrazione guidata dal sindaco Roberto Pari che credono in quello che facciamo".

E’ da sempre un uomo di mare?

"Per 30 anni ho fatto il capo salvataggio alla cooperativa bagnini di Gatteo Mare e poi ho iniziato questa avventura, anche se ho sempre aiutato i disabili ad amare il mare".

Ha un sogno da realizzare?

"Mi piacerebbe che Gatteo Mare potesse diventare un grande centro di formazione per la salvaguardia della vita in mare e dove i diversamente abili possono realizzare qualsiasi loro sogno a cominciare da un mare senza barriere".