Golinucci, il sopralluogo della madre di Cristina: "Scavate in quel terreno di fronte al parcheggio"

Marisa Degli Angeli e l’avvocatessa Iannuccelli sono tornate ai Cappuccini spinte da un testimone che ha indicato un nuovo luogo per le ricerche

Cristina Golinucci e la madre Marisa Degli Angeli al convento dei Cappuccini

Cristina Golinucci e la madre Marisa Degli Angeli al convento dei Cappuccini

Cesena, 9 gennaio 2024 – “Basta! Dobbiamo trovare Cristina". Dopo 31 anni dalla scomparsa di Cristina Golinucci, si cerca ancora al Convento dei frati Capuccini con la convinzione che il corpo della ragazza si trovi sepolto lì. A dare un nuovo impulso alle indagini (l’ennesimo) è l’avvocatessa Barbara Iannuccelli, che ieri mattina si è recata al Convento dei Frati cesenati assieme a Marisa Degli Angeli, madre di Cristina Golinucci. "Qui nessuno si arrende – ha detto l’avvocata della famiglia – e la forte tenacia dell’amore della famiglia ci ha spinto di nuovo su questo colle. Abbiamo individuato un punto, nella zona di fronte al cancello del parcheggio dei Cappuccini, dove non è mai stato cercato il corpo di Cristina e stiamo preparando una richiesta alla procura perché riprendano al più presto le ricerche in quel luogo". Una corsa contro il tempo, perché a metà marzo scadranno i tre mesi di proroga concessi dal giudice di Forlì per la prosecuzione delle indagini preliminari, dopo la richiesta di archiviazione presentata dalla procura. "Stiamo seguendo le indicazioni di un testimone, oggi 69enne, che all’epoca dei fatti, frequentava la zona del convento per lavoro – prosegue l’avvocatessa Iannuccelli –. Lì, dove chiediamo vengano riprese le ricerche, all’epoca della scomparsa erano in corso dei lavori di scavo per la costruzione di un serbatoio per l’acquedotto comunale. Se qualcuno avesse fatto del male a Cristina, avrebbe potuto sfruttare quell’area, dove erano in corso scavi e lavori, per far sparire il suo corpo. In quell’area c’erano scavi aperti e se qualcuno avesse mosso dell’altra terra non avrebbe destato sospetti".

L’indagine per omicidio contro ignoti era ripartita a maggio 2022, per la nona volta in 31 anni, dopo che gli avvocati della famiglia Golinucci presentarono una nuova istanza di ispezione al convento. Si ritornò a cercare con l’aiuto di georadar e cani molecolari, ma le ricerche non diedero alcun risultato.

La prima pista seguita ruotava attorno alla figura di Emanuel Boke che in passato confessò l’omicidio e poi ritrattò. Si indagò poi su un infermiere e infine su un presunto predatore sessuale legato alla chiesa e al volontariato. Un altro elemento è emerso alla scorsa udienza: l’esistenza di una testimone oculare che il primo settembre del 1992, avrebbe visto litigare Cristina con un uomo adulto, poco prima di sparire per sempre.