ANNAMARIA SENNI
Cronaca

Liberazione, 79 anni fa. Una rotonda intitolata alla partigiana Mattei

Ieri mattina la cerimonia con i rappresentanti delle istituzioni e le autorità. Lattuca: "Servono istituzioni all’altezza delle crisi del nostro tempo".

Liberazione, 79 anni fa. Una rotonda intitolata alla partigiana Mattei

Una rotonda intitolata alla paladina delle donne Teresa Mattei. Ieri mattina, nel giorno in cui la città celebrava la liberazione che 79 anni fa permise ai cesenati di ripartire nel segno dei valori democratici, la rotonda tra le vie provinciali Settecrociari, San Mauro e Bertinorese, è stata intitolata alla partigiana Teresa Mattei. Ricordata come ’una donna che ha fatto la storia’, Teresa Mattei è nata a Genova nel 1921 ed è morta a Pisa nel 2013.

Una cerimonia celebrata con tutte le formalità del caso, in una calda mattinata autunnale, alla presenza dei rappresentanti delle istituzioni, dei vertici delle forze dell’ordine e delle forze armate, del quartiere Oltresavio assieme a un folto pubblico.

"La vita di Teresa Mattei è un inno alla libertà, alla democrazia e all’emancipazione femmile - ha detto il sindaco Enzo Lattuca -, in un giorno così importante per la nostra città questa intitolazione assume un valore assoluto perché avviene nel ricordo di Teresa Mattei, staffetta partigiana e la più giovane delle 21 donne dell’Assemblea costituente, ma anche in memoria dei tanti che con coraggio sacrificarono la propria vita per assicurare a noi tutti un futuro democratico e di pace. Teresa Mattei, in occasione della promulgazione delle leggi razziali, rifiutò fermamente di piegarsi all’insegnamento della teoria della razza e di accettare l’allontanamento dei suoi compagni di classe e degli insegnanti ebrei". Dopo aver partecipato alla Resistenza, Teresa Mattei , nel 1946, a soli 25 anni, venne eletta alla Costituente nelle liste del Pci. In prima fila nella lotta per la parità fra uomini e donne e per l’accesso delle donne alla magistratura, firmò l’articolo 3 della Costituzione sul tema fondamentale dell’uguaglianza. Nel depoguerra si impegnò a fondo, tra l’altro, per i diritti dell’infanzia.

In mattinata, celebrando la Liberazione dall’occupazione nazifascista davanti alla targa della medaglia d’argento alla città di Cesena, il sindaco Enzo Lattuca Ha affermato: "La sfida maggiore oggi, forse teorica prima ancora che politica e istituzionale, è capire se le forme assunte dalle nostre democrazie rappresentative sono adeguate ad affrontare situazioni di crisi. La domanda che ci dobbiamo porre oggi, e chiederci se la democrazia rappresentativa è in grado di affrontare pacificamente le crisi le si pongono davanti, di reggerne l’impatto. Di fronte alla dissoluzione delle grandi sintesi teoriche del Novecento – ha proseguito – abbiamo bisogno di istituzioni capaci di regolare i rapporti tra le nazioni in maniera pacifica. Così come abbiamo bisogno di strumenti analitici nuovi, di pensieri nuovi, adeguati al quadro che si sta delineando. Strumenti analitici che purtroppo oggi non abbiamo. Nessuno di noi li ha. Tanto che anche l’incapacità di reggere la sfida dal punto di vista dell’analisi dei processi in corso e della loro interpretazione può essere considerata un’emergenza. Forse vi chiederete il senso, oggi, di queste parole. Credo che nel giorno in cui celebriamo la liberazione della nostra città da un’occupazione militare abbiamo il dovere di ricordare che chi, o perché obbligato o per scelta, anche etica, decise allora di combattere per liberarci dal giogo del nazifascismo, voleva liberarci una volta per tutte dalla guerra. Certamente era ciò che hanno voluto i nostri padri costituenti".

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