Il materiale sequestrato dalla guardia di finanza di Cesenatico a Savignano
Il materiale sequestrato dalla guardia di finanza di Cesenatico a Savignano
di Giacomo Mascellani I medicinali anti-Covid si vendevano in un frutta e verdura del centro di Savignano. L’accusa è della Tenenza di Cesenatico della Guardia di finanza che, impegnata in una serie di attività di controllo in materia di contrasto alla contraffazione, ha scoperto e denunciato la vendita illegale di faramci. L’operazione è scattata la settimana scorsa, quando i finanzieri hanno controllato un negozio di generi alimentari gestito da persone di nazionalità cinese. Fra i prodotti presenti in un locale adibito a magazzino all’interno dell’empori, c’erano anche dei medicinali spacciati come anti-influenzali, alcuni...

di Giacomo Mascellani

I medicinali anti-Covid si vendevano in un frutta e verdura del centro di Savignano. L’accusa è della Tenenza di Cesenatico della Guardia di finanza che, impegnata in una serie di attività di controllo in materia di contrasto alla contraffazione, ha scoperto e denunciato la vendita illegale di faramci. L’operazione è scattata la settimana scorsa, quando i finanzieri hanno controllato un negozio di generi alimentari gestito da persone di nazionalità cinese.

Fra i prodotti presenti in un locale adibito a magazzino all’interno dell’empori, c’erano anche dei medicinali spacciati come anti-influenzali, alcuni dei quali utilizzati per il trattamento dell’infezione da Covid 19 nella Repubblica Popolare Cinese. Le Fiamme Gialle si sono concentrate su alcune confezioni al cui interno sono state trovate 345 dosi di medicinali di vario tipo, in pillole, fiale e flaconi. I militari hanno fatto scattare immediatamente le indagini, effettuando una serie di approfondimenti, coinvolgendo anche altri enti e istituzioni. Dai riscontri effettuati in collaborazione con l’Aifa, l’Agenzia italiana del farmaco, la finanza è riuscita a stabilire che questi prodotti non possono essere messi in commercio in Italia, in quanto non autorizzati né certificati.

I finanzieri hanno così provveduto a sequestrare tutte le confezioni di articoli cinesi e hanno denunciato a piede libero la titolare dell’impresa, una donna di 44 anni nata in Cina e residente a Savignano, alla Procura della Repubblica di Forlì.

La commerciante, incensurata, è accusata di aver abusivamente esercitato la professione di farmacista, di aver importato abusivamente e messo in commercio medicinali non autorizzati per la vendita sul territorio nazionale. Del caso si occupa la pm Francesca Rago, che ha convalidato tutte le azioni della Tenenza della finanza.

Dalla perquisizione di altri ambienti e della casa della commerciante, non sono emersi altri medicinali illegali. Quelli sequestrati sono il Lianhua Qingwen, venduto in Cina per le infezioni da Covid; l’antibiotico per le vie respiratorie Amoxicillin Capsule, il Guilin Watermelon Frost (è uno spray contro le infiammazioni di bocca e gola), e il Fuo Xiang Zheng Qi Shui, che sono fiale contro i sintomi influenzali. Tutti questi quattro prodotti sono regolari in Cina, ma non in Italia.

Per l’esercizio abusivo della professione di farmacista la 44enne rischia da 3 mesi a 3 anni di reclusione e una multa da 10mila a 50mila euro, mentre per il commercio di medicinali non autorizzati la pena prevede l’arresto sino ad un anno di reclusione e la multa da 2mila a 10mila euro. Questa operazione conferma la presenza di una organizzazione di cittadini cinesi che gestisce l’importazione e la vendita abusiva di farmaci. I prodotti sequestrati a Savignano sono infatti gli stessi che la Guardia di Finanza sequestrò sette mesi fa a Forlì in un altro negozio gestito da cinesi, e di altre operazioni effettuate dalle Fiamme Gialle in altre città italiane. I finanzieri tengono a sottolineare come questi sequestri siano di fondamentale importanza per tutelare i cittadini da possibili frodi e dall’utilizzo di prodotti potenzialmente nocivi.