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Cronaca

Pri, si è dimesso Diego Angeloni: "Faremo il congresso dopo l’estate"

Lascia l’incarico di segretario organizzativo dell’Edera: "Nessuna polemica, lo avevo già anticipato"

Pri, si è dimesso Diego Angeloni: "Faremo il congresso dopo l’estate"

Pri, si è dimesso Diego Angeloni: "Faremo il congresso dopo l’estate"

Giordani

Piccolo terremoto ai vertici della consociazione cesenate, ossia la dimensione comprensoriale del Pri. Un sisma che in altri tempi avrebbe fatto notizia e sarebbe stato catalogato tra quelli da tenere sotto osservazione. Il fatto è che nel Cesenate il glorioso partito di Mazzini conta oggi solo 180 iscritti, mentre l’età più fulgida ne ha annoverati fino a 1400 nella sola sezione cittadina. "Ma siamo vivi…", vogliono evidenziare i repubblicani cesenati di oggi. Di certo quasi eroici gli uomini e le donne che attualmente tengono le fila dell’Edera. Ma da eroe non vuole essere catalogato Diego Angeloni, segretario organizzativo, che, stramazzato sotto il peso di molteplici compiti e responsabilità, il 6 giugno ha dato forfait mettendo in crisi il triunvirato che dal 6 febbraio aveva sostituito il segretario effettivo Romano Fabbri, che da allora si è preso una lunga pausa per motivi di salute. Insieme ad Angeloni, fino ad una quindicina di giorni fa, hanno tenuto il vertice della consociazione Sara Biguzzi, 31enne forlivese già segretaria dell’Unione Comunale, e Edera Spinelli segretaria amministrativa.

"Ma nella mia decisione non c’è alcuna denuncia né intento polemico" tiene a precisare Diego Angeloni. "Lo avevo anticipato e così è stato nonostante le affettuose sollecitazioni di tanti amici di partito - evidenzia Angeloni - . Avevo assunto l’incarico con molte perplessità anticipando che alla fine del periodo elettorale, che si è rivelato ancor più impegnativo e stressante di quanto mi fossi aspettato, avrei ceduto il testimone. Non lascio il partito nelle peste, concluderò infatti il mio compito per quel che resta, ma poi mi fermo qui. Tanto più che l’ho sempre inteso come sussidiario all’impegno di Romano Fabbri". Che, fortunatamente, si è ristabilito ed è pronto a riprendere il ruolo pur anticipando una strategia che guarda oltre mentre rimarca l’evoluzione dell’Edera, "alla faccia di chi ha sempre considerato il Pri un partito maschilista". Il riferimento è alle donne presenti nella leadership locale, oggi per il vero piuttosto rarefatta.

"Ora sto meglio, e riprendo il mio ruolo - annuncia -. Ma le mie dimissioni, a suo tempo, erano state respinte". Ed ora, cosa succede? "Guardiamo ad un congresso di consociazione da celebrare dopo l’estate e dal quale emergerà una nuova dirigenza". E la memoria va a quei momenti assembleari ricchi di confronti, scontri e straordinarie personalità che sono state, e forse saranno ancora, gli esponenti dell’Edera cesenate. "Abbiamo necessità di una verifica anche al confronto del quadro politico attuale" puntualizza Fabbri. "Spero - aggiunge - che emerga una squadra giovane, così come è avvenuto per l’unione comunale. Io, così come gli altri esponenti repubblicani della mia generazione, ci saremo sempre. Credo poi che occorra dare fiducia a spazio ai giovani che si sono presentati con noi alle amministrative e al buon rapporto stretto con Azione. Conto su qualcosa di nuovo e importante". Date presumibili del congresso di consociazione? "Dipenderà da quello che emerge dal confronto con i segretari di sezione".