PAOLO MORELLI
Cronaca

"Volevo portare l’alluvione in Consiglio comunale"

Mauro Mazzotti, presidente del Comitato alluvionati e franati, deluso per aver raccolto 75 preferenze. "Premiati i primi che hanno portato gli aiuti" .

"Volevo portare l’alluvione in Consiglio comunale"

"Volevo portare l’alluvione in Consiglio comunale"

Mauro Mazzotti, come sono andate le elezioni?

"Male, il 65% dei voti per la conferma del sindaco Enzo Lattuca è un plebiscito, ormai siamo al potere assoluto".

Ma io chiedevo come sono andate le elezioni per lei...

"Qualcuno mi ha detto che ho perso, ma non è vero, non potevo perdere perché non avevo nulla da perdere. Ho avuto 75 preferenze, speravo di più perché con l’alluvione ho aiutato moltissima gente, ma non conoscevo i meccanismi di una campagna elettorale. Tutto sommato è stata un’esperienza positiva".

A chi sono andati i voti degli alluvionati?

"Credo siano andati a coloro che li hanno aiutati nei primi giorni, come Elena Baredi con le Cucine Popolari e Silvia Zanotti con la Protezione Civile".

Perché si è candidato con Fratelli d’Italia?

"Perché conosco il valore di una persona come Marco Casali, sarebbe un ottimo sindaco. Ho deciso di candidarmi all’ultimo minuto, quando ho costatato che nel programma di Enzo Lattuca non c’era una sola riga dedicata all’alluvione".

Lei è stato criticato perché si è candidato al consiglio comunale mantenendo la carica di presidente del Comitato Alluvionati. Marco Giangrandi, invece, si è dimesso.

"Ho rimesso il mandato di presidente all’assemblea che ha votato chiedendomi di restare al mio posto. Non ho stumentalizzato il mio ruolo nel Comitato. Giangrandi era candidato sindaco, è diverso".

Lei ha subito l’alluvione sulla sua pelle, è superata l’emergenza?

"Assolutamente no! Sono molto preoccupato, e insieme a me tanta gente che abita vicino al fiume. Abbiamo visto che basta mezz’ora di pioggia intensa per mettere in crisi l’intera città. Non credo che un evento come quello del maggio 2023 si ripresenti tra 200 anni come dice la Regione, io me lo aspetto prima".

Cosa manca?

"La volontà politica di fare i lavori necessari a ridurre il rischio. I soldi ci sono, una settimana prima delle elezioni sono iniziati lavori di pulizia a Sant’Andrea in Bagnolo per 250.000 euro, ma ci sono 1,6 milioni di euro da spendere per ripulire e sistemare il Savio da Sant’Andrea in Bagnolo alla zona a monte del Ponte Vecchio, il bando è stato fatto a novembre ma i lavori non sono ancora stati assegnati".

Cosa avrebbe voluto fare in Consiglio comunale?

"Tenere acceso il faro sull’alluvione, se si spegne la luce sarà un disastro, spero che lo faccia Marco Giangrandi che è stato presidente del Comitato prima di me. Ma ho l’impressione che qualcuno voglia disegnare il nostro futuro senza di noi".