Coronavirus, bollettino covid del 10 agosto. Dati dell'Emilia Romagna (archivio, Ansa)
Coronavirus, bollettino covid del 10 agosto. Dati dell'Emilia Romagna (archivio, Ansa)

Bologna, 10 agosto 2020 - Sono 39 (22 dei quali asintomatici) i nuovi casi registrati in Emilia Romagna (meno di ieri, quando sono stati 69), il numero più alto tra quelli di tutte le regioni italiane. C'è anche una vittima in provincia di Piacenza. Dieci di questi nuovi casi sono persone rientrate dall'estero, per la maggior parte vacanzieri da poco atterrati in Italia. I tamponi effettuati ieri sono 4.156, 1.050 i test sierologici.

Secondo il bollettino del ministero della Salute sono solo 3 le regioni senza nuovi casi: Friuli Venezia Giulia, Molise e Basilicata, mentre i maggiori incrementi si registrano in Emilia Romagna (+39), Lazio (+38), Sicilia (+32) e Lombardia (31).

Aggiornamento: i dati dell'11 agostoBollettino Coronavirus oggi. I dati del 10 agosto sul Covid in Italia

Il bollettino in Emilia Romagna

Dei 39 nuovi casi  - informa la Regione - 22 sono asintomatici. Dodici sono stati individuati grazie all’attività regionale di tracciamento, 9 grazie ai test introdotti dalla Regione sulle categorie professionali più a rischio come gli addetti della logistica e della lavorazione carni, mentre un caso è stato individuato grazie ai test pre-ricovero. Più della metà (20) erano già in isolamento al momento dell’esecuzione del tampone.

Verso i tamponi per tutti quelli che tornano dall'estero

Sono in totale 10 i casi positivi di persone di rientro dall’estero: per tutti i viaggiatori di ritorno dai paesi extra Schengen la Regione ha già previsto da luglio il doppio tampone naso-faringeo durante l’isolamento fiduciario, mentre è in fase di approvazione un nuovo protocollo per la gestione di tutti i casi di rientro dall’estero (anche dai Paesi europeri), dai viaggiatori agli assistenti familiari e i lavoratori stranieri.

In Emilia-Romagna "degli ultimi 1.500 positivi dall'1 luglio a oggi, 300 sono giovani tra i 16 e i 25 anni. E di questi, un terzo provengono dalle vacanze all'estero, ha sottolineato l'assessore Raffaele Donini a SkyTg24 lanciando l'ennesimo appello alla prudenza, in particolare rivolto ai più giovani. "Raccomandiamo a tutti i ragazzi che sono, che vanno o che tornano dalle vacanze, laddove dovessero accorgersi di avere qualche sintomo, di fare subito riferimento alla sanità pubblica", avverte Donini. 

Focus Bologna

I numeri più elevati si registrano a Bologna (14 casi) e a Modena (10). A Bologna 5 sono casi di rientro dall’estero (di cui 2 riconducibili al focolaio già noto dei ragazzi in vacanza a Malta, mentre 3 casi sono di una famiglia che aveva viaggiato a Parigi), 4 casi sono legati all’attività di tracciamento collegata a casi già noti, 3 sono lavoratori della logistica rientranti nello screening regionale di categoria, mentre 2 sono i casi sporadici.

Focus Modena

A Modena 3 casi sono legati a un focolaio in famiglia, 3 riguardano i rientri dall’estero, 2 sono stati individuati grazie allo screening regionale sulle categorie più a rischio (nello specifico, i lavoratori del comparto carni) e un caso è legato a un contatto stretto con un positivo già noto di un’altra provincia. Un ultimo caso, infine, è stato ricondotto a uno dei focolai relativi ai rientri di giovani dalle vacanze in Grecia.

La mappa per provincia

Ecco come sono suddivisi i 39 nuovi casi in Emilia Romagna: 4.677 a Piacenza (+3, nessun sintomatico, e una vittima), 3.808 a Parma (invariato), 5.175 a Reggio Emilia (+3, di cui 2 sintomatici), 4.198 a Modena (+10, di cui 4 sintomatici), 5.376 a Bologna (+14, di cui 7 sintomatici); 437 casi a Imola (invariato), 1.103  a Ferrara (+3, di cui un sintomatico); 1.189 a Ravenna (+4, di cui un sintomatico), 999 a Forlì (invariato), 849 a Cesena (+1, sintomatico) e 2.349 a Rimini (+1, sintomatico).

Aumentano i casi attivi

I casi attivi, cioè il numero di malati effettivi, a oggi sono 1.791 (31 in più di quelli registrati ieri). Le persone in isolamento a casa, cioè quelle con sintomi lievi senza sintomi, sono complessivamente 1.708 (+33 rispetto a ieri), circa il 95% dei casi attivi. Restano 4 i pazienti in terapia intensiva, cala invece il numero di quelli ricoverati negli altri reparti Covid: 79.

Le persone complessivamente guarite salgono a 24.073 (+7 rispetto a ieri): 93 “clinicamente guarite”, divenute cioè asintomatiche dopo aver presentato manifestazioni cliniche associate all’infezione, e 23.980 quelle dichiarate guarite a tutti gli effetti perché risultate negative in due test consecutivi.

Il bollettino covid di oggi in Italia

Sempre secondo i numeri diffusi dal ministero, aumenta il numero di attualmente positivi per il coronavirus, il numero dei pazienti ricoverati nelle terapie intensive e quello delle persone ricoverate con sintomi negli altri reparti degli ospedali. Dai dati del ministero della Salute emerge infatti che sono 13.368 i malati, 105 in più rispetto a domenica, 46 le persone in terapia intensiva (una in più) e 779 quelle ricoverate con sintomi (16 in più). I pazienti in isolamento domiciliare sono invece 12.543, 88 più di domenica. Complessivamente, le persone dimesse o guarite dal virus sono 202.248, 150 in più rispetto a domenica. Nelle ultime 24 ore sono stati eseguiti 26.432 tamponi, circa 11mila in meno rispetto a sabato.

Bonaccini e il trasporto pubblico

"Nel confronto che abbiamo avuto oggi con i ministri De Micheli, Speranza e Boccia abbiamo confermato, insieme ai Comuni, la fortissima preoccupazione per la situazione del Trasporto pubblico locale, quando a settembre riapriranno le scuole e saranno riprese gran parte delle attività lavorative", spiega Stefano Bonaccini che è anche presidente della Conferenza delle Regioni. "Il riferimento di base deve essere la sicurezza sanitaria. Governo e Regioni devono fare i conti con la sostenibilità del trasporto pubblico e trovare soluzioni che consentano la gestione dei servizi in un periodo in cui dovremo convivere con il contenimento del virus. E dobbiamo fare presto".

Al Governo le Regioni hanno posto tre questioni fondamentali: i 400 milioni del decreto Agosto vanno erogati rapidamente; si deve agire soprattutto sulle linee extraurbane; chiudere rapidamente i tavoli regionali coordinati dal ministero dell'Istruzione sulla flessibilità degli orari scolastici per avere un quadro chiaro in base al quale rimodulare il trasporto pubblico locale.

Ritorno dalle vacanze col Covid: i focolai nel Reggiano

La vacanza della maturità che si trasforma in una miccia per innescare una nuova serie di contagi. Chi questo inverno non si era beccato il virus a Reggio Emilia (una delle provincie più colpite d’Italia, dopo quelle lombarde), questa estate se lo è andato a cercare all’estero, riportandolo in patria. Iniziano a destare qualche preoccupazione i focolai che si stanno sviluppando nella città del Tricolore e in provincia, dopo che alcuni gruppi di adolescenti, poco dopo il rientro, sono risultati positivi al test del Covid. E anche l’assessore regionale Raffaele Donini ha spiegato che "i focolai che abbiamo sul territorio sono prevalentemente dovuti a ragazzi che tornano dalle vacanze all’estero, nelle quali probabilmente non hanno avuto le precauzioni dovute o non erano in contesti in cui le precauzioni erano applicate".

Come già anticipato dal Carlino nei giorni scorsi, sarebbero in particolare due i viaggi sotto osservazione, entrambi fatti a fine luglio: uno a Corfù, in Grecia, e l’altro a Pag, in Croazia (dal quale tra l’altro si sarebbero sviluppati altri focolai anche nel padovano e nel veronese). Entrambi organizzati per festeggiare il diploma da parte di almeno un paio di classi di studenti delle scuole superiori di Reggio. Classi che sono formate da ragazzi della città ma anche di tutta la provincia, che nel frattempo, una volta tornati in Italia, hanno continuato a frequentare altri coetanei e i propri familiari, iniziando inconsapevolmente a infettare amici e parenti. 

Fino a quando non sono iniziati i primi sintomi e, di conseguenza, gli screening che hanno consentito di tracciare la catena dei contagi, rendendo così palese che all’origine dei nuovi casi c’erano le due vacanze.

Anziani morti nelle case di riposo, Donini risponde ai familiari

"Non solo non abbiamo secretato nulla: io e la vicepresidente Schlein abbiamo già ricevuto e incontrato chi ne ha fatto richiesta, senza mai nascondere niente", così l’assessore regionale alle Politiche per la salute, Raffaele Donini, risponde al Comitato dei familiari degli anziani deceduti per Coronavirus nelle Rsa dell’Emilia Romagna che, insieme al Codacons, accusa la Regione di aver secretato gli atti sulle case di riposo.

"Da parte nostra- ha aggiunto l’assessore- continueremo nel dialogo, come stiamo già facendo, con molti familiari di persone decedute nelle Cra. Dunque- conclude Donini- non c’è assolutamente nulla che la Regione possa né voglia nascondere". 

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