DANIELA BATTISTINI
Cronaca

Come andare in montagna in sicurezza: 5 regole d’oro per l’esperto del Soccorso Alpino

Roberto Bolza, consigliere nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico spiega cosa fare e come prepararsi ad un’escursione. Indipendentemente dal proprio livello di esperienza

Cosa fare quando si va in momtagna le regole d'oro secondo Roberto Bolza, consigliere nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico
Cosa fare quando si va in momtagna le regole d'oro secondo Roberto Bolza, consigliere nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico

Bologna, 8 luglio 2023 – Come andare in montagna in tutta sicurezza? Che si sia escursionisti esperti o semplici amanti delle passeggiate poco importa. Ci sono delle regole d’oro da seguire. Perché la montagna è splendida ma può diventare anche molto ostica e pericolosa. E gli incidenti purtroppo non sono rari, specie con la bella stagione, che invoglia alle uscite all’aperto. Oggi a Cortina una gita alle cascate è costata la vita a una donna

Cosa fare e non fare quando ci si appresta ad un’escursione lo abbiamo chiesto a Roberto Bolza, consigliere nazionale del Soccorso Alpino e Speleologico. Le 5 regole d’oro secondo l’esperto del Soccorso Alpino sono: la pianificazione, il confronto con chi è sul posto, l’attrezzatura adatta, l’idratazione e ultima, ma forse la più importante, l’essere pronti a tornare indietro se si è in difficoltà. 

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Qual è la prima regola da seguire quando si va in montagna?

"Innanzitutto la consapevolezza di sé. Bisognerebbe essere molto obiettivi con se stessi, avere cognizione dei propri limiti, delle proprie competenze tecniche e delle proprie condizioni psicofisiche. E’ fondamentale che siano in linea con il percorso che si intende affrontare”

Quindi un’escursione non si improvvisa mai?

"No, mai. La seconda regola infatti per quanto mi riguarda è la pianificazione. Deve essere molto chiaro il tragitto montano che si andrà a fare. Bisogna informarsi su tutto, anche le condizioni meteo, naturalmente. E conseguentemente sui rifugi che ci sono nei paraggi, dove eventualmente attendere che passi l’emergenza, come un temporale inaspettato per esempio. D’estate gli acquazzoni improvvisi capitano”

Quanto conta l’attrezzatura?

"Molto direi. Le scarpe soprattutto”.

Solo scarpe da trekking?

"Esatto, niente scarpe da ginnastica. Nemmeno se non si è escursionisti provetti, si potrebbe scivolare. Devono avere una scuola scolpita”.

E l’abbigliamento?

"Comodità a parte, che è scontata, deve essere molto vario, per essere pronti ad affrontare sia il caldo che il freddo. Un’escursione termica repentina per esempio potrebbe verificarsi se il giro si protrae più a lungo del previsto. E poi qualcosa per ripararsi dalla pioggia, di materiale tecnico e leggero”.

Cibo e bevande da portare?

"Cibo leggero ed energetico. Da bere non c’è nulla di meglio dell’acqua. Vanno bene anche bevande con integratori e sali minerali, ma è importantissimo idratarsi. Se si resta senza liquidi è un problema”.

Mappa cartacea o digitale?

"Penso personalmente che le care vecchie cartine non tradiscano mai. Come invece potrebbe fare il telefonino se si scarica o se non c’è campo. E comunque parlare con chi è sul posto è una buona abitudine”.

Quindi il confronto con chi è sul posto?

"Sì, che sia l’albergatore, la guida alpina o altri escursionisti: avere un confronto localmente prima di mettersi in cammino è fondamentale secondo me. Perché ci possono essere imprevisti, smottamenti non segnalati”.

Infine Bolza aggiunge che la cosa davvero “fondamentale è essere sempre pronti a tornare indietro se si è in difficoltà. Non va vista come una sconfitta, anzi. Tanto la montagna è sempre lì, non fugge, meglio pianificare un’escursione in un altro momento”.