Bologna, 7 febbraio 2021 - “Sorridere dei guai, proprio come non hai fatto mai, e pensare che domani sarà sempre meglio...”. In una parola, “vivere”, e se c'è uno che ha vissuto appieno, con lo sprezzo del pericolo che ha dato il titolo a uno dei suoi brani più famosi e il sorriso dolce delle anime candide, è proprio lui, Vasco Rossi: il figlio dell'Appennino che tutta l'Italia ha imparato a chiamare per nome.

Già, Vasco, venuto al mondo sui monti di Zocca il 7 febbraio del 1952, 69 anni fa esatti, passato attraverso 45 anni di carriera senza mai alzare il piede dall'acceleratore e diventato oggi, messa da parte la fama di cattivo ragazzo che lo accompagnò agli inizi, l'ultima icona di un modo di fare musica che, forse, non esiste più. Non ci sono più, infatti, né le radio libere che contribuirono a lanciarlo, né le contestazioni giovanili nelle quali trovò l'ispirazione, né il rock, quello vero, duro ma venato di poesia, attraverso il quale seppe trovare una via musicale che in Italia non aveva ancora percorso nessuno.

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E nei tempi che viviamo, in questo strano 2021, non esistono nemmeno più i concerti (anche se questi, per fortuna torneranno), quelle adunate oceaniche traboccanti di gioia e passione durante le quali il Blasco ha sempre saputo dare il meglio di sé. A lui, del resto, basta sorridere sornione, annuire e dire “eh, già” e la folla canta da sola, mandando a memoria mezzo secolo di poemi, parole, pensieri e piccoli capolavori e accompagnandolo come fosse la sua band. Con quell'amore che tributiamo solo agli artisti che ci hanno davvero cambiato la vita.

E ora, a 69 anni dalla nascita di uno dei pochi miti che ci rimangono, è venuto il momento di festeggiarlo, in una domenica di canzoni e tributi interpretati, rigorosamente via Facebook e via YouTube, da una selva di suoi amici e compagni di avventure. La sua combriccola, ancora ferma “dentro a un bosco che nessuno aveva voglia di abitare”. E a chi, non conoscendolo bene, gli chiederà quanti anni abbia messo assieme, Vasco risponderà beffardo: “Quanti me ne dai, bambina?”.

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