Ancona, 3 gennaio 2021 - Riprendendo un articolo australiano firmato da Nick Coatsworth, il virologo di Senigallia Guido Silvestri rilancia un futuro meno preoccupante della pandemia. Una sorta di indiretta Pillola d’Ottimismo proveniente dagli antipodi.

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Il 2022 è l'anno della fine della pandemia secondo il virologo Guido Silvestri

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"L’Australia, uno dei paesi occidentali che ha meglio risposto alla pandemia, con 86 morti per milione di abitanti (contro gli oltre 2.000 di Italia, Usa e Gran Bretagna) e il mio ottimismo viene dalla scienza, e dalla fiducia nel poter sconfiggere il Covid basandosi sugli strumenti scientifici".

"Il 2022 sarà l’anno in cui vedremo – sottolinea Guido Silvestri – la fine della pandemia, intesa come una malattia infettiva che si diffonde globalmente in assenza di immunità nella popolazione, con la sua trasformazione in infezione endemica. Nel 2022 torneremo a vivere le nostre vite – sottolinea Silvestri – come parte di una incredibilmente sociale ed inguaribilmente ottimistica specie umana, che prospera in questo pianeta ed è emersa dalle altre pandemie della storia più forte di prima e migliore a fronteggiare la prossima pandemia".

I sacrifici fatti dalla popolazione nel 2020, con le restrizioni ed i lockdown, e lo spirito di servizio sociale che ha reso possibile la straordinaria campagna vaccinale del 2021, sono le basi per un 2022 migliore per tutti.

"Il costante progresso della scienza – aggiunge il docente alla Emory University di Atlanta — ha fatto sì che Covid sia l’infezione virale respiratoria più trattabile conosciuta all’umanità, con una serie di vaccini altamente efficaci oltre a farmaci antivirali in grado di bloccare la progressione della malattia".

Lo “scollamento” tra numero dei nuovi casi e numero dei decessi dovuto alla diffusione di Omicron ed alla diffusione di immunità (sia indotta da vaccini che naturale) indica una letalità di Covid che per “Omicron trattato” è già inferiore a quella dell’influenza stagionale".

Questa ridotta gravità di Omicron è stata subito osservata in Sudafrica e poi in tutti gli altri paesi dove quest’onda è arrivata, a partire dal Regno Unito, dove un numero enorme di casi ha avuto un impatto gestibile sul servizio sanitario nazionale. "Per questi motivi, potremo lasciarci alle spalle ogni decisione politica che sacrifica il diritto dei bambini e dei giovani allo studio ed alla formazione in nome del bisogno di controllare la diffusione di Covid – conclude Guido Silvestri da Atlanta – i nostri giovani torneranno a vivere la loro socialità in pieno".
 

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