Il chirurgo è un robot. Svolta in sala operatoria grazie ad Amadori e Orogel

Il robot chirurgico Da Vinci Xi all'ospedale Bufalini di Cesena, finanziato da aziende agroalimentari, ha già eseguito 26 interventi con risultati positivi per pazienti e operatori. La tecnologia promette di migliorare la pratica chirurgica in Emilia-Romagna.

Ha un cuore informatico, quattro bracci e piccole mani d’acciaio. Certo, fa una certa impressione vederlo al lavoro dentro il corpo umano. Ma non c’è chirurgo che possa tenergli testa. E’ il robot chirurgico in forza all’ospedale Bufalini di Cesena grazie ad un finanziamento di 1.586.000 euro da parte di due grandi aziende del settore agroalimentare con la testa a Cesena e diramazioni in tutta Italia, Orogel e Amadori, ossia surgelati e prodotti avicoli.

Dal novembre 2022 con questa metodica, attraverso l’impiego di un robot simile in prova, al Bufalini sono stati eseguiti 111 interventi. Da Vinci Xi, questo il nome della macchina che resterà in pianta stabile a Cesena, ha già eseguito 26 interventi: 9 in urologia, 7 in chirurgia generale e d’urgenza, 6 in chirurgia a degenza breve, 4 in ginecologia. La previsione è di arrivare a 250 interventi annui che, ovviamente, si affiancheranno a quelli tradizionali. Da Vinci Xi consente all’operatore di vedere l’interno del corpo umano in forma tridimensionale e molto amplificata. E’ come se fosse immerso nel corpo del paziente. E’ comandato da una stazione staccata, sia dal paziente che dal robot, da cui il chirurgo opera attraverso uno schermo e alcune leve di comando. Il sanitario può operare anche da remoto. Il robot, tra l’altro, traduce i movimenti del chirurgo in modo intuitivo. Ma i vantaggi più interessanti sono quelli per il paziente: incisioni minime, minori trasfusioni, meno dolore post operatorio, riduzione dell’ospedalizzazione e ritorno più rapido alla normalità.

Una frontiera dalla quale non si torna indietro. Anzi, si può solo andare avanti. "Oggi, nella nostra regione – ha detto l’assessore regionale alla Sanità Raffaele Donini intervenendo alla presentazione del robot alla città – ci sono nove macchine di questo tipo già attive che hanno effettuato 2.748 interventi. Entro il 2024 ce ne saranno altre quattro completando così il quadro di tutti i principali ospedali dell’Emilia-Romagna".