Marche sedotte e abbandonate, Aeroitalia ferma i voli internazionali: "Dal 2024 rischiano pure gli italiani"

Scambio di accuse. Acquaroli: "Scelta loro unilaterale". Ora Atim e Aia puntano su Grecia, Spagna e Ryanair

Ancona, 28 ottobre 2023 – Dopo Forlì, Aeroitalia "seduce e abbandona" anche Ancona. Saranno 43 i giorni di servizio prima della ritirata "estera", un anno appena per i voli domestici avviati il primo ottobre scorso. La compagnia attribuisce la responsabilità all’Agenzia per l’internazionalizzazione e il turismo delle Marche, rea "del mancato adempimento degli impegni" e si dice "costretta a interrompere i voli verso Bucarest, Vienna e Barcellona a partire dal 13 novembre", ma soprattutto a rinunciare alla continuità territoriale per Roma, Napoli e Milano dal primo ottobre 2024.

Aeroitalia abbandona le Marche, l'ira di Acquaroli
Aeroitalia abbandona le Marche, l'ira di Acquaroli

Più del proverbiale fulmine a ciel sereno. Un mezzo terremoto quello che si è abbattuto sull’Ancona International Airport, e di riflesso sulla Regione, che sta cercando di riposizionare la principale infrastruttura. Un pomeriggio che nessuno poteva prevedere, o forse sì, quello di ieri. Nei momenti in cui la premier Giorgia Meloni atterrava al Sanzio, iniziava uno scontro al vetriolo. A partire dalla replica di Atim e società di gestione dell’aeroporto, tutt’altro che tenera, definendo "unilaterale" la decisione di Aeroitalia. Fronte estero: "I voli per Barcellona, Bucarest e Vienna hanno registrato ottimi riempimenti fin dalla loro attivazione. Le relazionali tra Atim ed Aeroitalia – hanno chiarito - avevano l’obiettivo di promuovere la regione su alcuni mercati nazionali ed internazionali coerentemente agli sviluppi delle direttrici di traffico implementate dall’aeroporto. Tuttavia le negoziazioni tra Atim ed Aeroitalia non sono giunte ad una conclusione positiva pur avendo Atim presentato delle proposte in linea con la normativa vigente in termini di promozione e di comunicazione del territorio".

Capitolo rotte domestiche: "I voli per Roma, Milano e Napoli non sono in discussione in quanto regolati da una gara nazionale e da un regolamento Enac", hanno garantito Atim e Aia. Voli che, contrariamente, la compagnia assicurerebbe per un anno, poi la recessione "nei tempi e nei modi previsti dal contratto relativo al bando di continuità territoriale". Parole che cozzano con quelle del 9 settembre al Carlino dello stesso Gaetano Intrieri, ad di Aeroitalia: "Il bando per la continuità territoriale che abbiamo vinto ha la validità di tre anni. Per i prossimi tre anni Milano, Roma e Napoli saranno sempre garantite".

All’orizzonte un braccio di ferro senza precedenti. Il governatore Francesco Acquaroli ha rassicurato che la "scelta commerciale unilaterale della compagnia non avrà ripercussioni sulla continuità territoriale". Al direttore dell’Atim, Marco Bruschini abbiamo chiesto: "Vi sentite sul banco degli imputati?". "Assolutamente no - la risposta –. Come Atim avevamo il compito di promuovere i voli. Non è stato sperperato neppure un euro di denaro pubblico". Il coup de théâtre finale. L’annuncio di Atim e Aia di trattative in corso per collegare le Marche a Spagna e Grecia e la firma di un protocollo d’intesa con Ryanair per aumentare le rotte internazionali in cinque anni.