Venezia, 11 gennaio 2021 – Il criterio dell'incidenza non sarà utilizzato per stabilire quali regioni finiranno in zona rossa. Ne è convinto il presidente della Regione, Luca Zaia, che nel consueto punto quotidiano sull'emergenza Covid è chiarissimo in merito alla discussione sul nuovo Dpcm di gennaio 2021: “Anche il ministro Speranza è d'accordo, l'incidenza funziona se si decide che tutte le regioni fanno un tot di tamponi su un campione della popolazione”. E ancora: “Penso che questo sia un tema superato, noi presidenti abbiamo chiesto che i dati siano uniformi”.

Non si può paragonare chi come noi ne fa 60mila al giorno con chi ne fa 400. È difficile allineare dati così. Forse qualcuno si è spinto avanti con le dichiarazioni, ora farà marcia indietro”, prosegue il governatore.

Che aggiunge: “Con il Governo abbiamo discusso, ma siamo ancora nella fase del 'riscaldamento a bordo campo' per il nuovo Dpcm”. “Abbiamo parlato dei temi delle classificazioni, da tutti i colleghi si è chiesto che la strategia sia di una voce univoca sulle misure – spiega -. L'Iss decide la colorazione dell'area, ma non è possibile che un attimo dopo vi sia dibattito su tutto. C'è chi vuole il lockdown, chi la zona gialla, chi le scuole aperte, chi le vuole chiuse, ma ci vuole un punto di sintesi scientifico”, conclude.

Il Veneto, ad oggi in zona arancione, è da giorni la regione con il maggior numero di nuovi contagi. Sono 1.715 i nuovi positivi al Coronavirus trovati nelle ultime 24 ore (l'8% dei 21mila tamponi effettuati), secondo i dati della Regione. Praticamente invariato il numero dei ricoveri in ospedale. Sono 38 i decessi registrati da ieri, per un totale di 7.427 casi dal 21 febbraio ad oggi. “Siamo in questa fase: se abbassiamo la guardia, buttiamo via tutto il lavoro fatto. Evitiamo di dare occasioni di assembramento quando non è strettamente necessario”, commenta Zaia.